Aveva anche pensato di mollare il ruolo di battitore, poi Matteo Levratto ci ha ripensato e sarà di nuovo al via come capitano della formazione di Ceva. «Sì, ero quasi dell’idea di continuare a giocare, ma in un altro ruolo, poi per come è andata la stagione scorsa ho deciso di tribolare ancora…».
Vabbè, farai valere l’esperienza.
«Quello di sicuro a 36 anni, ma serve anche il fisico (ride). La B è sempre più difficile: anche quest’anno arrivano nuovi giovani agguerriti e quelli che hanno debuttato nell’ultima stagione adesso sanno meglio cosa fare. La stagione è lunga e bisogna essere bravi a gestirsi».
Hai cambiato qualcosa nella preparazione?
«No, ormai sono anni che mi alleno con Giorgio Caviglia, ormai mi conosce bene e sa quali sono le mie caratteristiche e le mie esigenze».
E Giorgio segue anche la tua Bormidese al debutto in A.
«Sono davvero contento che a Bormida sia nella massima serie: se lo merita la società e i tanti appassionati che ci sono. Qualche volta ci alleniamo e ci alleneremo con Dutto e compagni: spero, anzi sono sicuro, che faranno un gran bel campionato».
E il tuo di campionato?
«L’obiettivo è almeno quello di ripetere quello che abbiamo fatto nell’ultima stagione. Ma ripeto, non è scontato, la B credimi è davvero tosta».
Hai il vantaggio di non aver cambiato nulla.
«Questo è sicuramente un punto di forza: siamo un gruppo molto affiatato, come squadra e come società. E poi nel campo di Ceva mi trovo bene, con la rete alta, dove si può spingere bene, anche se la forza non è più quella di dieci anni fa. Ma forse è meglio, così riesco a controllare meglio il pallone…».
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