«Alla fine la stagione l’ho salvata, siamo arrivati terzi, ma è stato tutto un inseguire, un passaggio al turno successivo sempre al limite. Avevo bisogno di rimettermi in gioco, ripartendo in un ambiente completamente nuovo». Così Federico Raviola saluta Cuneo e approda a Ceva.
Un cambio importante.
«Una bella occasione e sono davvero contento della scelta perché c’è grande entusiasmo nella società».
In squadra ritrovi Oscar Giribaldi.
«È stata allestita una formazione che soddisfi anche le mie caratteristiche di gioco, oltre agli aspetti umani. Con Alessandro Veglio, Luca Lingua e Pietro Cappellino non ho mai giocato, ma sono fiducioso, vista la loro massima disponibilità. Dovrò essere io a fare qualcosa di più, prendendo maggiori responsabilità. Ho avuto cali vistosi nel mio livello di gioco nell’ultimo campionato, spesso non ero così performante. Stiamo lavorando proprio per migliorare aspetti tecnici e mentali, sul campo e nella gestione partita».
Con un amico in panchina come Lollo Terreno.
«Lui è al debutto da primo allenatore, ma è con me da quasi dieci anni, potendo vedere da vicino il lavoro dei grandi tecnici che mi hanno seguito in queste stagioni. Ha attinto un po’ da tutti ed è pronto. E poi sarà utile la sua presenza carismatica in panchina».
Dal punto di vista della preparazione hai cambiato qualcosa?
«Tutto sommato sono gli stessi programmi, solo con qualche accortezza, visto che non sono più un ragazzino».
Ti sei posto un obiettivo?
«Diventare squadra, creando anche una nostra identità: se sapremo lottare compatti e uniti anche nei momenti difficili che sicuramente ci saranno in una stagione lunga e impegnativa, potremo fare un bel campionato».
LoSferisterio Il magazine della pallapugno e degli sport sferistici