«Siamo arrivati a tre giochi dalla semifinale, per me è stata la migliore stagione in serie A. Alzare l’asticella è quasi una mission impossible, ma provarci non costa nulla». Davide Barroero lascia Dolcedo per approdare al San Biagio, dopo aver rischiato di dover ripartire dalla B.
«Quando è arrivata la chiamata ero stracontento. Uno sferisterio che mi piace, tanto che i dirigenti mi hanno subito detto che li avevo sempre fatti soffrire da avversario, adesso proviamo a farli gioire».
Facciamo, però, ancora un passo indietro sull’ultima stagione.
«Incredibile. La squadra era fortissima, Ricky Aicardi un grandissimo tecnico: si è creato un grande gruppo e sono migliorato tantissimo sotto tutti gli aspetti. Anche il campo di Dolcedo poteva essere un’incognita, invece è diventata una fortezza tanto che abbiamo perso solo tre volte davanti ai nostri tifosi».
Adesso si cambia.
«Come centrale ci sarà Luca Sanino che arriva dalla B: ha grande voglia di mettersi in gioco e credo che sarà una bella sorpresa. Fabrizio Cavagnero l’ho voluto fortemente perchè ha esperienza da centrale, ma ha dimostrato di saperci fare anche al muro, mentre Pietro Nada è giovane, ma ha già le conoscenze della categoria. Stiamo iniziando a fare gruppo anche con il nuovo tecnico Roberto Taricco con due sedute settimanali a Neive, insieme alla formazione di casa che partecipa alla B e ed è allenata da mio papà».
E la tua di preparazione?
«È sempre farina del mio sacco, visto che è anche il mio lavoro: in pratica mi alleno tutti i giorni. Sono programmi consolidati da anni, ma mi piace sempre sperimentare qualcosa di nuovo e soprattutto ascoltare anche i consigli di altri preparatori a partire dai tempi del Gymnasium di Alba sino al rapporto con Roberto Calcagno e Giorgio Caviglia quando ero a Bormida».
Domanda scontata, ti sei posto un obiettivo?
«Vorrei confermare questa crescita, ma ogni campionato è un discorso a sé, ancor di più quest’anno con tanti volti nuovi, giovani in rampa di lancio, campioni indiscussi. Pensiamo a divertirci, far divertire, vendere cara la pelle, agganciare la salvezza dopo la prima fase e poi vedremo».
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