Nuova sfida per Davide Dutto che nella prossima stagione sarà il capitano del San Biagio nella massima serie.
Com’è nato questo incontro?
«Avevo ricevuto un paio di offerte, ma non volevo allontanarmi troppo da casa per poter conciliare la parte sportiva con il lavoro e la famiglia. Diciamo che la chiamata del San Biagio è arrivata nel momento giusto: mi sarebbe spiaciuto non giocare in A, anche perché in B non avrei potuto per i punti, mentre la nuova dirigenza voleva proseguire l’attività e così ci siamo subito trovati in sintonia. Il San Biagio è una società seria ed è importante che resti ad alto livello».
Un campo nuovo per te, dove hai solo giocato da avversario.
«Non solo per me, ma per tutti. Stanno finendo di allestire una pedana per poter battere anche a San Biagio alla ligure. Dunque sarà tutto diverso, visto che avremo spesso l’aria contro il battuto».
Compresi i tuoi nuovi compagni.
«Vero, sarà così anche per loro che sono cresciuti in questo sferisterio: dovranno un po’ trovare nuovi punti di riferimento. È già un campo tecnico, ci vorrà un po’ di tempo, ma a marzo inizieremo ad allenarci con continuità per prendere le misure».
La squadra?
«Leo (Leonardo Curetti) rientra dopo essere rimasto fermo, Falco (Lorenzo Falcone) è al debutto nella massima serie, mentre Andrea (Aimo) è una garanzia visto che ha avuto continuità di rendimento in queste ultime stagioni a San Biagio. All’inizio dovremo trovare il ritmo partita, se faremo un po’ fatica toccherà a me essere il traino del gruppo, ma sono molto fiducioso».
Con quali obiettivi?
«Non abbiamo fissato traguardi precisi. Cercheremo di sfruttare al massimo il fattore campo, puntando a far divertire il pubblico di casa. E poi proveremo a dar fastidio a tutti».
Infine hai cambiato qualcosa nell’approccio alla prossima serie A?
«Direi di no. L’infortunio del finale di stagione si è risolto presto e già da dicembre sono ripartito. Ho mantenuto la linea dello scorso anno, sempre con Lorenzo Terreno, anche perché ho visto che fisicamente ho retto bene. Adesso è tempo di lasciare la palestra e iniziare con continuità il lavoro sul pallone».
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