Punti, punteggi e montepunti: proviamo a fare chiarezza su quello che sta accadendo nel mondo della pallapugno

Nelle ultime settimane nell’ambiente del balon tiene banco la questione delle norme che regoleranno i campionati 2018 e la protesta di alcuni giocatori verso le decisioni prese dal Consiglio federale, fino alla mancata partecipazione alla premiazione della Coppa Italia al termine della finalissima di Ceva.
Un argomento che non ha mancato di suscitare l’interesse di addetti ai lavori e appassionati, e che è giusto approfondire per fare chiarezza e spiegare il motivo del contendere, sentendo gli attori in causa.
I fatti. Partiamo dalla decisione del consiglio federale di metà agosto. L’obiettivo era quello di creare maggiore equilibrio ai campionati, portando il montepunti da 1.244 (in vigore in questa stagione) a 1.150 (nella serie A 2018) e prevedendo alcune limitazioni nella formazione delle squadre.
I due giocatori che si sono sentiti maggiormente penalizzati dalle nuove norme sono Vacchetto e Campagno. C’è anche Michele Vincenti che manda una lettera al consiglio federale e agli organi di stampa (ve la sintetizzeremo evidenziando i punti più importanti, nell’analisi che faremo in seguito). Intanto viene organizzata una riunione dei giocatori, proprio in occasione delle finali di Coppa Italia: saranno una trentina che parlano della situazione. Nello stesso momento c’è anche la Lega delle Società che si mette intorno ad un tavolo. La finale assoluta viene posticipata per i motivi che conoscete. In quelle settimane Campagno, Vacchetto e Vincenti chiedono un incontro con il presidente Costa. Incontro che si svolge a Mondovì, alla presenza anche del vice presidente Curetti.
Non si trova una soluzione: Vacchetto e Campagno decidono allora di non scendere in campo per la finale di Coppa Italia. Lo fanno capire, anche senza dirlo, proprio nelle interviste che abbiamo fatto al termine delle partite dell’ultimo turno di campionato, il mercoledì che precede la finale di Coppa del sabato. Parlano di sorpresa, se vi ricordate. Ma tutto si viene a sapere, in un mondo piccolo come quello della pallapugno. Telefonate su telefonate, intervengono anche gli sponsor. Ancora sabato a pranzo le formazioni di C1 e C2 sono allertate per giocare la sera. Verso le 16 però arriva la decisione di giocare. Si gioca, l’Araldica Castagnole Lanze vince, ma Vacchetto e Campagno alla fine a sorpresa non si presentano in campo e annunciano dalla tribuna al pubblico presente, mentre le coppe sono pronte per essere consegnate dai consiglieri e dai rappresentanti dello sponsor Ubi Banca, di non ritirare il premio per protesta contro le decisioni ritenute ‘penalizzanti e anti-sportive’.

Nei prossimi giorni analizzeremo aspetto per aspetto la vicenda: il montepunti in primis, ma anche la formula, la rappresentanza dei giocatori e le iniziative di promozione della pallapugno.

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