martedì , 26 Maggio 2020

Com’era il regolamento nel 1947?

Il pallone elastico deve pesare 180 gr. e deve essere del diametro di mm. 105 con un centimetro di tolleranza. Questo è l’articolo 1 del regolamento tecnico per il giuoco del pallone elastico pubblicato nei Regolamenti degli Sferisteri della Federazione Italiana Palla e Tamburello del 1947.
Già, ma quelli sono le altre principali disposizioni di quel periodo? Siamo andati a rileggerlo per vedere un po’ le differenze con quello che accade oggi.
Il campo di gioco, in terra battuta deve misurare 96 m di lunghezza e 15 m di larghezza con il muro di appoggio, mentre il pallone deve essere battuto e ribattuto con la mano e col pugno libero: è tollerata una fasciatura non rigida di pelle o di garza.
Tra i falli sono considerati anche quando il battitore mette in campo un pallone bagnato, quando il battitore, un campo a muro d’appoggio, nell’azione di battuta tocca, anche con un solo piede od oltrepassa la linea di distanza del muro stesso o quando nei campi di muro d’appoggio a rete corrente lunga la cresta del muro il pallone tocca la rete.
E quale punto del corpo viene considerato per segnare la caccia quando si ferma il pallone? L’articolo 12 parla della perpendicolare del calcagno.
Ma il capitolo più interessante è quello riguardante le scommesse al totalizzatore. L’accettazione delle puntate cessava dopo un avviso dato da un speciale corno acustico, a quel suono entravano in campo giocatori e arbitro. L’unità di puntata era di 10 lire ed i biglietti in vendita variavano da 10 a 100 lire. Per avere la vincita le ricevute non dovevano essere sgualcite o logorate; inoltre la direzione dello sferisterio aveva la facoltà di non accettare scommesse da quelle persone che abbiano dato motivo di rilievo, e di prendere quelle deliberazioni che ritenesse necessarie per il perfetto funzionamento del totalizzatore, preci accordi con l’Autorità di Pubblica Sicurezza. Erano vietate le scommesse private, così i contravventori erano esclusi dallo sferisterio, salvo denuncia all’autorità competente.

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