Durante i lavori per la costruzione di un campo di basket in un campus universitario a Maxcanú, in Messico, a 65 km da Mérida, nello stato sud-orientale di Yucatán, è arrivata la scoperta di un complesso preispanico in cui si giocava l’antico gioco della pelota mixteca. Quando si cominciò a scavare, nel 2012, un macchinario si imbatté in una pietra molto dura e impossibile da spostare: le autorità dell’ateneo decisero così di ricorrere all’Istituto nazionale di antropologia e storia (Inah).
Secondo l’archeologa Eunice Uc, ricercatrice dell’Inah, le prime perizie su quanto tornato alla luce hanno identificato una struttura con le caratteristiche architettoniche dei campi di pelota. Indizi che fanno datare il complesso al periodo cosiddetto ‘Clásico Temprano’ (dal 250 a.C. al 600 d.C.).
Il complesso è composto da due edifici paralleli lunghi 19 metri e larghi 7 separati da uno spazio centrale di 6 metri: il campo è situato proprio ai piedi di una collina seminterrata in una spianata di terra rossa chiamata kankab, ‘in un luogo strategico, coperto da una terra privilegiata dagli agricoltori’. Alcuni contadini della regione Maya dello Yucatán collegano i campi di pelota a riti che accompagnavano la stagione agricola e ritengono, fra l’altro, che servissero a celebrare la rinascita del ‘dio mais’.
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