Se l’è ripresa la A, Gilberto Torino. Nella massima serie era approdato nel 2019 a Santo Stefano Belbo, poi tre stagioni a Mondovì, l’ultima conclusa con una retrocessione, causa un guaio fisico che l’aveva condizionato per oltre mezzo campionato. Aveva fatto presenza l’anno successivo a Cuneo per sostituire Marco Battaglino fermo ai box, quindi la decisione di ripartire in B a Madonna del Pasco: una promozione svanita all’ultimo nel campionato scorso, complice ancora un problema muscolare, sino al trionfo un paio di mesi fa.
«Una gran bella soddisfazione, direi meritata per tutto quello che mi è successo e con la voglia di dimostrare che valgo la categoria. Anche perché la B è davvero tosta, partivamo tra i favoriti, ma c’erano tanti altri giocatori di grande valore».
Ti sei posto un obiettivo?
«Rimanere molto umili: sarà ancor più dura. La squadra non è praticamente cambiata, è arrivato Benso che è il più giovane, ma fatto più esperienza di tutti ad alto livello: aldilà di come è andata, giocare certe partite è sempre un grande insegnamento. Il gruppo c’è, anche lui è un local villanovese, in pratica quello che fa più chilometri sono io…».
La serie A, però, la conosci.
«Il livello si alza ancora. Ci saranno dei debuttanti, ma poco cambia: saranno tutti molti agguerriti. È vero, un po’ d’esperienza ce l’ho, in fondo ho quasi trent’anni, ma nulla è scontato. Ci tengo a far bene per me, per la squadra e soprattutto per la società Pro Paschese che ha creduto in me e torna in A dopo così tanti anni».
Con il nuovo dt Marco Vero su cosa lavorerete?
«Punto molto sull’analisi tattica della partita, anche se con certi giocatori la palla torna sempre indietro. Ed è sempre più veloce, ci vuole ancor più forza».
Appunto la preparazione, come ti stai muovendo?
«Negli ultimi due anni ho lavorato con Roberto Calcagno e Giorgio Caviglia e continuo sempre con loro. Insisto sulla potenza, da metà ottobre faccio tre sedute in palestra e tre di atletica, anche con tutto il resto della squadra. Poi man mano il programma si intensifica sino a riprendere con il pallone».
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