Voglia di azzerare tutto per Daniele Grasso. E ripartire. Sarà lui il capitano della Don Dagnino in serie B. Una parentesi chiusa, da dimenticare, il debutto in A dello scorso campionato. «Una stagione pesante, sapevo che sarebbe stata un’impresa, ma mi sono trovato solo. Voglio resettare tutto, sono arrivato a odiare la pallapugno, a marzo ho pensato seriamente di smettere».
E adesso…
«E adesso riparto da Andora. Voglio lasciarmi alle spalle il passato e guardare avanti. C’è una società che crede in me, i compagni si stanno allenando con intensità e io ho ritrovato la voglia di giocare. Merito soprattutto di Giulio (Ghligliazza, ndr): non potrà essere in panchina (è il dt della formazione di Bubbio, ma fa parte della dirigenza della Don Dagnino, ndr), ma mi sta dando un grossa mano per tornare a essere un giocatore. Nell’ultima stagione quelli che mi vedevano giocare, mi dicevano che non ero più quello che avevano visto giocare due anni fa: pensavo di poter comunque fare un passo avanti, invece è stata una involuzione. Ad Andora ho ritrovato fiducia, sperando possa essere una sorta di anno zero. È come iniziassi a giocare adesso, una sensazione strana. Ma ci voglio provare».
Obiettivi?
«Uno solo, divertirmi a giocare a pallapugno».
Le ultime stagioni sono state anche condizionate dagli infortuni.
«Ho deciso di cambiare tutto. Anche preparatore atletico. Adesso sto lavorando duro e la condizione è buona. Insomma sto bene. E sto portando avanti anche un percorso di prevenzione con Roberto Corino al Cidimu di Alba».
Con i tuoi nuovi compagni?
«Sono davvero contento di come mi hanno accolto. Mai visto compagni di squadra che si allenano così forte. Soprattutto Fabio (Novaro Mascarello, nell’ultimo campionato battitore dall’Amici del Castello) si sta concentrando sul nuovo ruolo di centrale e credo che sarà all’altezza nel nuovo ruolo. Anche il loro entusiasmo è fondamentale per ritrovare la voglia di giocare».
LoSferisterio Il magazine della pallapugno e degli sport sferistici