Voglia di riscatto per Paolo Vacchetto, confermato capitano a Spigno Monferrato. «Sì, l’anno scorso abbiamo fallito: dopo la semifinale di due anni fa c’erano grandi aspettative, invece non abbiamo fatto bene. Io per primo come capitano».
Beh, hai un super squadra…
«Sulla carta è la più forte: Michele (Giampaolo, ndr) ha vinto otto scudetti, Lorenzo (Bolla, ndr) al muro è una certezza, Emanuele (Prandi, ndr) ha dimostrato lo scorso a Castagnole di essere un grande giocatore. Il gruppo c’è, insomma tocca a me, tirare fuori quel qualcosa in più. Se avrò un po’ di pressione? Più che pressione direi certezze in campo».
Ma non è l’unico cambiamento…
«Vero, quest’anno in panchina arriva Alberto Bellanti, al posto di mio papà. Tra padre e figlio c’è un rapporto più diretto, ma spesso troppo confidenziale e allora volevo ‘diventare grande’: Albi è un signor tecnico, preparato e con esperienza. E poi ho cambiato anche nella preparazione: quest’anno mi segue il dottor Michele Gandolfo di Asti. Mi sta facendo lavorare molto, ma sono davvero entusiasta del suo programma».
Appunto, come sta andando la preparazione?
«In salita, perché ho avuto un problema alla spalla, ma la situazione sta rientrando, spero e credo in tempo per l’inizio del campionato».
Per finire, obiettivo 2018?
«Entrare nei sei, per non inseguire sempre. Anche nel 2016 quando sono arrivato in semifinale, non mi ero qualificato nei play off. Sarà una lotta serrata: vedo tre squadre superiori, e gli altri si sono rinforzati tutti. Noi anche, e adesso è tempo di fare un passo avanti e parlo per me. Non ci sono scuse: voglio e devo provarci ad arrivare nei sei, per arrivare a giocare con maggiore serenità la seconda parte del campionato. Poi vedremo dove possiamo arrivare».
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