martedì , 1 Dicembre 2020
©Candido Capra

«Con la Superlega non abbiamo bloccato la pallapugno»

La Superlega è andata in archivio. Un torneo, non un campionato, ma che comunque ha dato continuità all’attività pallonistica. «Abbiamo seguito la linea del buonsenso – spiega il presidente Fipap, Enrico Costa – tra chi voleva che chiudessimo tutto e chi voleva disputare comunque il campionato, abbiamo puntato su un torneo prolungato nel tempo, ma che rispettasse al massimo tutti i protocolli. Ci siamo riusciti, adesso la speranza è quella di ripartire bene il prossimo anno: non nego che non ci saranno difficoltà, ma l’obiettivo è quello di ritornare alla normalità. Un grazie infine ai presidenti delle società, agli sponsor, a chi ha lavorato dietro le quinte per questa Superlega».
Il punto è che mancava, e tuttora manca, una vera definizione giuridica di sport di contatto: anche dopo l’ultimo DPCM, il Ministero della Salute ha inserito la pallapugno, così come il tamburello o il volley negli sport di contatto alla stregua di rugby o arti marziali. Nel caso della pallapugno il contatto può essere occasionale, nel rugby è ‘necessario’ per fare il punto, ma entrambi sono considerati alla stessa stregua, come sport di contatto. Che sia una lista, come dire discutibile – tanto che sport come il padel o il tennis, inteso come doppio, non siano inseriti -, ma quella è, e a quella bisogna attenersi.
Intanto la pallapugno con la Superlega ci ha provato a dare continuità: la stagione si è chiusa prima del previsto, vista la situazione attuale, ma si è chiusa. «Abbiamo ‘forzato’ la formula del regolamento – ribadisce il vice presidente Fipap, Fabrizio Cocino – facendo una finale unica, rispetto a quello che avevamo deciso con andata, ritorno ed eventuale spareggio. Ma c’era il rischio concreto di finire troppo tardi, pensando anche ad eventuali rinvii per il maltempo, o addirittura di non finire proprio. La Superlega non possiamo certo chiamarla campionato, ma se avessimo iniziato un campionato a giugno, con andata e ritorno per intenderci, adesso ci saremmo trovati solo alle prime gare dalla fase finale. E con i numeri dei contagi attuali sarebbe stata dura finire la stagione. Ai ringraziamenti che voglio fare ai presidenti di società che si sono presi una bella responsabilità, vorrei aggiungere quelli del presidente Costa che da Roma ha sempre avuto ben presente come si stava muovendo il Governo e il Coni, direi meglio e prima di altri, in modo da poter preparare al meglio i nostri protocolli».
E le società? «Direi che il plauso va a tutte quelle impegnate della Superlega – precisa il presidente della Lega della Società di Pallapugno, Simone Lingua – a tutti i dirigenti che hanno dato il massimo per mettere in sicurezza gli sferisteri. Sono emerse anche indicazioni interessanti per il futuro come la gare ai 9 nella prima fase, iniziando alle 20.30. L’unico rammarico? Che siano rimaste fuori le altre categorie, soprattutto quelle giovanili».

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