Albese, la prima finalista per lo scudetto

Che fosse uno spareggio incerto e difficile da pronosticare si sapeva, ma che finisse 11-2 per Vacchetto nessuno ci avrebbe scommesso. Invece il capitano dell’Albese ha giocato la partita perfetta, mentre Roberto Corino è apparso troppo contratto e davvero poco incisivo nel gioco al salto al ricaccio. A Dogliani, davanti ad oltre 1000 spettatori, Vacchetto e compagni vincono il gioco d’apertura e si portano sul 2-0 dal 40-0 per Corino. La Subalcuneo non riesce ad entrare in partita: l’Albese infila un gioco dopo l’altro, portandosi sul 7-0. Qualche gioco risolto sul 40 pari, ma Vacchetto ha sempre avuto in mano le redini dell’incontro. Corino si scuote, 7-2, ma al riposo è 8-2 per Vacchetto, con il decimo gioco risolto ai vantaggi, ma con la Subalcuneo che spreca una caccia sui 18 metri con Corino in battuta sul 40-30. E con l’ammonizione di Alossa per proteste con l’arbitro per l’assegnazione di un caccia. Al rientro in campo qualche brivido in casa albese con Massimo Vacchetto che si blocca per un crampo al piede. La gara riparte, Vacchetto resta in campo, ma non spinge in battuta come in avvio. La Subalcuneo, però, ormai è alle corde: finisce 11-2 per Vacchetto: ‘Una sensazione incredibile – commenta il capitano albese, adesso il più giovane battitore nella storia in finale – siamo partiti forte, poi ho avuto un problema di crampi, ma sono riuscito a reggere sino alla fine

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