Dal presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Pallone Elastico Pantalera, Franco Drocco riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta :’A proposito di pallapugno, come farsi del male da soli’.
Sabato 10 marzo, nell’ambito dell’assemblea generale straordinaria tenutasi a Farigliano in anteprima alla presentazione dei campionati di A e B, la Federazione Italiana Pallapugno su sollecitazione attiva della Lega delle Società, senza troppo informare il mondo del balon, ha assunto una decisione sicuramente legittima, ma assolutamente deprecabile, di spostare la sede centrale della Federazione da Torino a Cuneo. Su questa decisione, nonostante mi sia impegnato, non riesco ad individuare nessun lato positivo per la pallapugno, anzi la prima impressione è quella di una perdita secca di prestigio per la Federazione che da Torino, capoluogo di Regione, maggiore centro del nord ovest, città Olimpica, passa a Cuneo (non me ne vogliano i cuneesi tra i quali ho molti amici) che di per se ha poco appeal per il balun, ed a maggior ragione se la sede non è centrale ma periferica (Madonna dell’Olmo, Via Bra n. 1) in un fabbricato nella zona industriale e sicuramente più adatto ad altre attività. Ma dove è finita l’ambizione di elevare la pallapugno da pratica quasi ‘locale’ a pratica nazionale o addirittura a sport Olimpico? Con che spirito si parteciperà ai prossimi mondiali spiegando che la sede non è più a Torino ma a Madonna dell’Olmo? E soprattutto chi spiegherà il perché? Io un po’ mi vergogno e non riesco a capire come tutti gli altri operatori del balun abbiamo potuta ragionare (o meglio sragionare) ed assecondare una decisione del genere…In particolare mi riferisco agli albesi. Mi riferiscono che l’unico accenno palese di dissociazione sia venuto proprio dagli ambienti della pantalera o meglio da un componente del nostro consiglio direttivo e che oltre al delegato Apep, pochi altri siano stati i voti contrari manifestati.
Come ho sempre dichiarato con orgoglio che la nostra associazione, dopo gli attriti con la Federazione negli anni ‘80, sia ora affiliata alla Fipap e che il nostro Torneo dei Paesi alla pantalera sia diventato Campionato Italiano di pantalera, sono altrettanto orgoglioso di dire che la nostra associazione si dissocia completamente ed indiscutibilmente da tale deprecabile decisione. Inoltre vorrei segnalare come la cosa sia stata fatta piuttosto furbescamente: alla nostra società non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale di convocazione all’assemblea ma solamente il comunicato federale che rimandava al sito della Fipap per la documentazione, che però comprendeva solamente i documenti per la votazione (deleghe e quant’altro) senza accenni sullo statuto e senza esplicitare l’ordine del giorno… Inoltre siamo stati contattati telefonicamente in data 2 marzo dalla segretaria della Lega delle Società che ci pregava di partecipare in quanto un mancato raggiungimento del quorum avrebbe reso impossibili le importanti modifiche allo Statuto per adeguamento alle richieste del Coni, senza però fare alcun riferimento al trasferimento della sede Fipap. Faccio mea culpa per non aver partecipato conferendo delega ad un componente del comitato, ma se fossi stato a conoscenza della cosa sicuramente non sarei
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