domenica , 21 Luglio 2019
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Coppa Italia, queste le sapevate?

Lunedì e martedì ci sono le semifinali di Coppa Italia, entrambe in gara unica e in campo neutro: si parte a Dogliani lunedì con Torfit Langhe e Roero Canalese-Marchisio Nocciole Egea Cortemilia, mentre martedì a Canale derby Araldica tra Castagnole Lanze e Pro Spigno. Ma quanto ne sappiamo di Coppa Italia? Facciamo allora un viaggio all’indietro, grazie a Mario Pasquale, che ci regala un po’ di curiosità della Coppa Italia dal 1983 ad oggi. Partiamo allora, con quello che è successo nelle prime tre edizioni.

La Coppa Italia ha debuttato nel 1983, ed è sempre stata ‘buona’ per ogni sorta di esperimenti, con formule sempre diverse, assegnata per 8 volte l’anno successivo a quello di inizio (1983, 1984, 1985, 1987, 1988, 1989, 1991 e 1992), non assegnata nel 1996, sostituita da un campionato al cordino mai portato a termine (nel 1997), non disputata nel 2004 (per i Mondiali Cijb in Italia), e forse anche per questo motivo non mancano le curiosità.

1983
Per determinare il passaggio del turno ai quarti di finale tra le formazioni di Rodolfo Rosso e Giorgio Vacchetto, in assoluta parità dopo le due partite terminate entrambe 11 a 7, con una vittoria a testa, si disputa un gioco di spareggio. Se lo aggiudica Rosso che passa il turno, Vacchetto eliminato. La Coppa Italia 1983, vede le semifinali svolgersi nel 1984 e, prima e unica volta nella manifestazione, è il giocatore qualificato e non la società a proseguire nella competizione. Così Pavese, qualificatosi per le semifinali con i colori della Santostefanese e trasferitosi a Cuneo, difende i colori biancorossi nella semifinale persa contro Rodolfo Rosso (doppio 11 a 5).

1984
Nei quarti di finale sfida tra Santostefanese e Cuneo. Nella prima partita a Santo Stefano Belbo, Bruno Grasso (ora arbitro) battitore della formazione di casa in serie B, con l’accordo tra le due società, sostituisce il capitano cuneese Pavese infortunato. 11 a 3 il risultato di quello che è diventato un derby in favore di Carlo Balocco.

1985
Il sorteggio mette di fronte al primo turno le due formazioni di Caraglio che militano una in A e l’altra in B. In un primo tempo le due società chiedono di giocare nello sferisterio di Cuneo, poi decidono di disputare l’incontro il giorno della festa patronale di Caraglio e, per rendere più interessante la sfida, scelgono di giocare con formazioni miste (cambio dei centrali e di un terzino).
Ad avere la meglio è la formazione di serie B, capitanata da Aime per 11 a 8, ma è la formazione di serie A (Paoletto) a proseguire la competizione. Nel turno successivo, previste partite di andata e ritorno. La formazione di Caraglio si accorda con l’altra formazione per disputare un solo incontro in campo neutro. Perde 11 a 3 con Balocco ed è eliminata.
Quarti di finale, la partita di spareggio tra Pavese e Bertola è vinta dai cebani per 11 a 5, ma la vittoria va alla formazione albese, in quanto Pavese schiera nel ruolo di terzino Danilo Borgna (15 anni), troppo giovane per giocare in Coppa Italia.
La formazione cebana di Pavese, prosegue però la competizione, ripescata come miglior perdente.

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