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Coppa Italia, quando si giocava tutti contro tutti

Penultimo appuntamento con Mario Pasquale sulle curiorità della Coppa Italia.

2007
Ventitreesima edizione e la Coppa Italia si allarga… Nuova formula e spazio per la prima volta oltre a squadre di serie B, anche alle formazioni di serie C1: 24 in totale le formazioni ammesse. Sono le prime 8 classificate del girone di andata del campionato di ogni categoria. Nel primo turno (squadre di B contro formazioni di C), solo una quadretta di C supera il turno (la Caragliese di Danilo Rivoira).
Il turno successivo è pieno di sorprese e sono ben 5 su 8 le formazioni della serie cadetta a qualificarsi per i quarti di finale. La finale a Torino vede Roberto Corino prevalere su Alberto Sciorella.

2008
Stessa formula dell’anno precedente per questa edizione della Coppa Italia e identici capitani a contendersi il trofeo: Corino e Sciorella. La sede della finale è Andora anziché Torino, per il resto non cambia nulla, neanche il risultato, 11 a 7 in favore del campione di Corneliano.

2009
Successo di Oscar Giribaldi della Subalcuneo in finale contro la formazione di Bene Vagienna capitanata da Riccardo Rosso che milita in serie B, 11 a 3 al Mermet di Alba.
In questa Coppa Italia c’è una partita che proprio non si deve giocare… ed è quella tra la Benese di Riccardo Rosso/Giorgio Vacchetto e quella della squadra imperiese di Ivan Orizio.
Rosso supera facilmente il turno per lo sfortunato forfait della formazione ligure che non può scendere in campo con Orizio vittima di un incidente in motorino e Mariano Papone, destinato a sostituirlo, a sua volta ammalato.
Nel nuovo impianto di San Biagio della Cima è prevista comunque un’esibizione tra Rosso e una formazione capitanata da Belmonti, con Aicardi centrale, Ascheri e Cavallo terzini, ma, è destino che la partita non venga portata a termine, infatti sul punteggio di 6 a 5 per la quadretta ligure, salta l’impianto di illuminazione e di conseguenza tutti a casa.

2010
Nel primo turno due formazioni di B accedono a quello successivo. La prima è la Benese di Marco Fenoglio che supera il San Biagio privo del suo capitano Luca Galliano infortunato e sostituito da Giuliano Bellanti. Avanti 3 a 0 e 6 a 2 il tre volte campione d’Italia, non più abituato al ruolo di battitore, subisce la rimonta della formazione cadetta e perde per 11 a 7. La seconda è quella di Alba capitanata da Massimo Vacchetto. Nel tempio della pallapugno in un Mermet affollato come ai bei tempi, il giovane battitore, vince il derby, superando 11 a 4, la formazione di Andrea Dutto che difende i colori albesi nel massimo campionato.

2011
4 formazioni di A e 4 di B a contendersi la Coppa. Se l’aggiudica la Subalcuneo di Roberto Corino sulla Canalese di Bruno Campagno per 11 a 5. Per l’occasione vengono stampati biglietti ricordo particolari con le immagini dei finalisti. Da notare che Corino, aveva rischiato l’eliminazione al primo turno contro la formazione cadetta dell’Imperiese capitanata da Cristian Giribaldi. Vittoria solo al ventunesimo gioco.

2012
Due le curiosità in questa edizione. Non si sono mai giocate in Coppa Italia partite ai 7 giochi, cosa che avviene in questa edizione nei gironi di qualificazione. Per la prima volta una gara, tra l’altro la finale, è sospesa per un violentissimo temporale. Riprende a distanza di una settimana dal risultato acquisito di 3 a 3. La sfida tra Massimo Vacchetto e Bruno Campagno nello sferisterio di Piani di Imperia termina 11 a 9 in favore del giocatore albese.

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