Coppa Italia, quando le finali erano a tempo

Siamo ancora negli anni Novanta nel nostro viaggio, guidati da Mario Pasquale, tra le curiosità della Coppa Italia.

1991
Nella semifinale tra Rodolfo Rosso e Molinari, una vittoria a testa, è necessario lo spareggio per determinare il finalista. Nella gara decisiva in campo neutro a Cortemilia, con il consenso della società albese di Molinari, è però Stefano Dogliotti, capitano della formazione di Cortemilia, eliminata dalla competizione a difendere e a vincere la partita con i colori della Pro Spigno (11 a 8). Il ‘regalo’ dell’alfiere di Cortemilia, permette a Rodolfo Rosso l’anno successivo di conquistare la Coppa Italia 1991, contro Livio Tonello che ha sostituito Aicardi alla Canalese (11-9 e 11-0 forfait).

1992
Nel 1992 Rodolfo Rosso termina al quinto posto (su venti squadre) la Coppa Italia senza giocare una partita. Esentato al primo e secondo turno come vincitore dell’edizione 1991, nei quarti di finale è però costretto a un doppio forfait contro Giorgio Vacchetto che raggiunge a sua volta la semifinale senza giocare.

1993
Le partite di Coppa Italia (con formazioni suddivise in tre gironi) sono disputate negli sferisteri della Liguria (Diano Castello, Taggia e Pieve di Teco). In uno dei tre gironi per la seconda giornata, non sono conteggiate spese arbitrali perché gli incontri sono stati diretti gratuitamente da appassionati presenti alle partite. Si qualificano alla fase finale tre giocatori liguri: Aicardi, Pirero e Sciorella. Nel primo incontro Aicardi batte Sciorella per 11 a 7 che nel successivo ha la meglio su Pirero per 11 a 5. L’ultima partita è così decisiva per l’assegnazione della Coppa Italia.
La vince Aicardi all’ultimo gioco per 11 a 10, e unico giocatore ligure a difendere i colori di una formazione piemontese, porta la coppa a Vignale (a oggi unico importante trofeo in bacheca). Assegnata la Coppa 1993, siamo in aprile, non ha ancora un vincitore la Coppa Italia 1992.
Le finali si disputano solamente in settembre e vedono Sciorella aggiudicarsi allo spareggio contro Molinari a Dogliani, il trofeo targato 1992.

1994
La Coppa Italia del 1994 è ricordata per le finali a tempo. La prima fase, disputata prima dell’inizio del campionato negli sferisteri liguri qualifica tre formazioni per la finale che ha luogo il 22 agosto a Santo Stefano Belbo, nel memorial Giovanni Arpino. Inedita formula a tempo. Le partite durano settanta minuti, al termine dei quali, la partita termina con la vittoria della squadra in vantaggio in quel momento. Nel primo incontro la formazione di Arrigo Rosso batte Roberto Ghibaudo, capitano della Maglianese (serie B) per 6 a 5. Nei successivi incontri, la Subalcuneo di Giuliano Bellanti si aggiudica il trofeo, superando Ghibaudo 8 a 2 e Arrigo Rosso 9 a 1.

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