L’ultima stagione in A di Andrea Pettavino era quella del 2018 con la maglia del Bubbio, poi un legame intenso con il San Biagio, che nella prossima stagione si consoliderà nella massima serie. «Per me è un onore riportare questa società dove se lo merita. Organizzata, attrezzata, che vive calorosamente la pallapugno. Mi piacerebbe rimanesse a questi livelli anche quando deciderò di non continuare come battitore»
Ma come sarà questo ritorno in A per te?
«Diverso, a San Biagio sono a casa e gioco con un gruppo di amici. Andreone (Giraudo) lo conosco da sempre, per Leo e Andrea (Curetti e Aimo) poi sarà un’emozione doppia, debuttare in A con la maglia del loro paese».
E poi Alessandro Benso che l’anno scorso è arrivato a giocarsi lo scudetto.
«Beh, lui è un talento. È giovane, ma ha già esperienza; ha voglia e determinazione, gioca per vincere ed è sempre sul pezzo. Sa che sarà un campionato diverso dall’ultimo, ma deve capire che gli sarà utile per la crescita personale: ma non devo certo dirglielo io, è intelligente da saperlo da solo; potrà solo migliorare».
Domanda scontata obiettivi?
«Che sia dura lo sappiamo, ma nessuno parte per perdere e proveremo a toglierci tante soddisfazioni. Meglio se davanti ai nostri tifosi: lo sferisterio di San Biagio è un po’ particolare, tanti ci hanno giocato poco e proveremo a sfruttare al massimo il fattore campo».
Hai cambiato qualcosa nella preparazione?
«Non molto direi, solo devo gestire al meglio un po’ tutto tra balon, lavoro e famiglia (dove è arrivata la piccola Ludovica…), ma il livello di allenamento è stato simile alle ultime stagioni. Anche perché la B non è certo una passeggiata: la nostra ultima stagione è iniziata a marzo ed è finita a novembre. Quest’anno sarà sicuramente più breve… Battute a parte, cambierà l’intensità delle partite, ma le motivazioni saranno le stesse. In B partendo per tutti un po’ tra i favoriti, credimi, con la pressione del risultato, ogni partita è davvero difficile da gestire».
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