Alimentazione e medicina: la rubrica del medico della Fipap, Mantovani

La rubrica si apre con questo articolo a cura del dottor Massimo Mantovani, specialista in Cardiologia, Anestesia e Rianimazione e Medicina dello Sport; medico della squadra Nazionale di pallapugno e consigliere della FMSI della provincia di Cuneo.
Lettere, con domande inerenti la rubrica, potranno essere inviate via mail a info@losferisterio.it. Quelle d’interesse generale saranno assunte come tema di discussione.

Da tempo l’uomo ha tentato di migliorare le proprie prestazioni fisiche mediante manipolazioni dietetiche. I partecipanti ai giochi olimpici, circa 900 anni prima di Cristo, utilizzavano carne di toro per migliorare le prestazioni dei lottatori e dei corridori, come pure l’uso di carne di capra per i saltatori e carne di maiale per quegli atleti che praticavano sport di endurance e di resistenza; perseguendo, con questa particolare scelta degli alimenti, lo scopo evidente di trasferire direttamente funzioni e caratteristiche bio-tipologiche di questi animali all’uomo (Creff e Berard).
Successivamente, e per molto tempo, questa ricerca è proseguita senza alcuna base scientifica, l’empirismo e l’occasionale hanno guidato in modo fatiscente l’alimentazione degli atleti e di chi svolgeva attività sportiva.
Tutt’oggi pregiudizi, tradizioni ataviche e credenze popolari dominano il campo, condizionando scelte alimentari errate nel giovane, nel ragazzo e in tutti coloro che con dilettantismo si affacciano allo sport. Inoltre alcune pubblicità creano oggi un mercato di vaste proporzioni, molte volte non giustificato se non dannoso.
Nel professionismo, gli atleti vengono sempre più controllati da personale tecnico e medico altamente qualificato ed il supporto scientifico permette miglioramenti delle ‘performance’.
Il miglioramento delle condizioni socio-economiche ha spinto il nostro paese ad un aumento indiscriminato dei consumi alimentari e di pseudocultura alimentare che raggiunge livelli preoccupanti quasi pericolosi.
È da considerare che un altro fatto incide peggiorativamente: la riduzione dell’attività fisica, legata all’evoluzione e alla diffusione dell’automazione e delle ‘macchine’, nel senso più vasto della parola.
Dati recenti mostrano in continuo crescita, nella popolazione adulta italiana, problemi legati al peso e all’ingestione media quotidiana di nutrienti, favorendo o slatentizzando malattie come il diabete e la sindrome metabolica. Per tali ragioni un corretto approccio alla tematica dell’alimentazione potrebbe essere di aiuto allo sportivo ed alla sua famiglia, senza necessariamente entrare in approfondimenti tecnici, potrebbe fornire a tutti una serie di notizie generali che, pur semplici, contribuirebbero ad uno sport sano, evitando i luoghi comuni.

LA MACCHINA UMANA E IL SUO RENDIMENTO
La macchina umana, per ottimizzare il suo rendimento, ha bisogno di un carburante adatto nella sua composizione in quantità appropriata per il lavoro che deve svolgere. Carenze, eccessi e squilibri di questi componenti, determinano un decremento del rendimento fino ad un vero e proprio danno se queste alterazioni non vengono identificate e corrette.
Il nostro carburante è rappresentato da alimenti, detti anche nutrienti energetici, in grado di fornire energia che viene utilizzata per il metabolismo basale, il ricambio plastico (nel bambino l’accrescimento), energia per la termoregolazione, ed infine per il nostro lavoro, l’attività fisica quotidiana, l’estrinsecazione in essere della ‘forza’.
La dieta, nel suo equilibrio, varia di molto poco nei suoi

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