Xavier Cazaubon, presidente della federazione internazionale della pelota basca, lo ha annunciato a fine ottobre e lo ha ribadito del discorso inaugurale della Liga de Naciones in Messico: la candidatura del frontball nel programma dei Giochi Olimpici del 2032 a Brisbane, in Australia.
La pelota basca era presente in occasione dei Giochi a Parigi nel 1900, mentre l’ultima presenza, come sport dimostrativo – quando erano ancora previsti nel programma olimpico – è stata a Barcellona del 1992. Ora si presenta con una sola disciplina, il frontball appunto, che aveva debuttato nel 2018 agli Youth Olympic Games a Buenos Aires. La Fipv, infatti, fa sempre parte dell’Arisf, l’organizzazione che raggruppa tutte le federazioni internazionali che hanno il riconoscimento olimpico da parte del Cio, pur non essendo fisse ai Giochi.
Ma cos’è il frontball?
È stato lanciato nel 2008 da Jean-Michel Idiart, allora vicepresidente della Fipv e si può considerare parente stretto del wallball o one-wall. Cambiano un po’ le misure del campo (il muro di fronte del wallball è un quadrato di 20 piedi, un po’ più di 6 metri, sviluppandosi a terra per 40 piedi, 12 metri circa; le dimensioni del muro di fronte del frontball sono 5 metri in altezza e 7 di larghezza, mentre sono 11 i metri di lunghezza a terra), il peso della palla (circa 60 grammi per quella del wallball, un po’ meno elastica e un po’ più dura quella del frontball sui 65 grammi) e il sistema di battuta (nel wallball si batte sulla linea della mediana del campo, nel frontball c’è un’area di battuta sulla linea di fondo). Insomma poche e non insuperabili le differenze tra le due discipline, tanto che anche la Cijb, che nel suo programma intenazionale ha all’interno il wallball, sta portando avanti un progetto di collaborazione con la commissione del frontball della Fipv.
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