Giovedì 6 novembre, ore 19, Malpensa: inizia l’avventura degli azzurri in Ecuador. Scalo a Madrid, e poi all’una di notte il volo per Quito con arrivo previsto alle 6 e mezza del mattino, dopo 11 ore di volo. Sei ore ‘indietro’ rispetto all’Italia: quando Corino e compagni arriveranno in Ecuador, noi saremo a pranzo. Dalla capitale, trasferimento per un centinaio di chilometri a Nord, verso Ibarra, sede delle gare mondiali. Siamo sulla catena andina, da Quito a quota 2.850 metri, a Ibarra a 2210, ai piedi del vulcano Imbabura.
Sabato si partirà con la pelota national a mano, la specialità di casa, domenica e lunedì il gioco internazionale, martedì e mercoledì il llargues, giovedì e venerdì il fronton.
Le possibilità degli azzurri. Difficilissimo andare avanti nella pelota national e nel llargues, dove nel girone di qualificazione troviamo belgi e spagnoli, sicuramente più abituati a questo tipo di gioco. E passa il turno solo la prima classificata.
Le chance maggiori nel gioco internazionale, dove gli azzurri nella prima fase trovano Francia e Messico. Roberto Corino e Oscar Giribaldi saranno i ‘due dietro’: li abbiamo visti provare a Ricca ancora lunedì.
Infine nel fronton Campagno e Rinaldi dovranno giocarsela con le coppie di Argentina, Bolivia, Olanda e Perù.
Resta il dubbio con quali protezioni giocare: per il gioco internazionale sono stati ‘elaborati’ i guanti ideati da Vacchetto per i giovanissimi con l’aggiunta di alcune strisce di gomma. Vedremo se andranno bene…
Nella foto, il guanto ‘elaborato’.
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