Una grande passione. Quello degli ‘Amici del bracciale di Mondolfo’ è un amore vero per gli sport sferistici. Perché siamo in una delle ‘patrie’ del bracciale, dove si mantiene viva la tradizione, ma si guarda anche al futuro giocando ad handball e si apprezzano le altre discipline come la pallapugno (quest’anno sono scese in campo Monferrina e Ceva) o il tamburello. Anche quest’anno ‘Atuttapalla’ è stato un successo, con la ‘chicca’ di un convegno sul bracciale, dove si è parlato della storia dei questo sport a Mondolfo, di come abbia influenzato l’arte di molti paesi delle Marche, di come Giacomo Leopardi dedicò una poesia, la celebre ‘A un vincitore del pallone’ al grande Carlo Didimi, campionissimo di Treia. E di come i giocatori di bracciale furono protagonisti attivi (finendo anche in carcere) nel Risorgimento italiano, partecipando in prima persona all’Unità d’Italia. Certo i problemi oggi non mancano: con lo sferisterio Agostinelli che diventa durante la settimana un posteggio, i costi dei bracciali, le difficoltà nel reperire i palloni (che vengono realizzati a mano dagli stessi giocatori di Mondolfo). Ma gli ‘Amici del bracciale di Mondolfo’ continuano a giocare (e saranno in campo anche ad Alba in occasione delle celebrazioni del centenario delle nascita di Augusto Manzo), avvicinando anche i ragazzi a questa disciplina. Un patrimonio storico di questo territorio: e anche le istituzioni iniziano a crederci. Gli ‘Amici del bracciale di Mondolfo’ hanno finalmente una sede a due passi dallo sferisterio Agostinelli, nuovi pannelli illustrativi spiegano cos’è il bracciale a chi viene a visitare il paese. Mondolfo, ma anche Treia o Cingoli: questi paesi marchigiani del bracciale potrebbero essere il traino perché anche la Regione Marche vari una legge regionale a favore di questo sport che fa parte della storia di queste terre.
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