Massimo Vacchetto è pronto a sfoggiare lo scudetto sulla maglia gialloverde della società di Cortemilia. «Una bellissima sensazione, per il gruppo che si è creato, per i dirigenti, i tifosi, il paese. Un grande fermento, peccato solo che per la pandemia non ci siano stati i soliti festeggiamenti. Ma abbiamo celebrato comunque degnamente questo tricolore».
Adesso tutti si aspettano il bis.
«Vedo un campionato insidioso con tutte le squadre ben motivate ed attrezzate. Vedo mille insidie. Detto questo ci proveremo, tutti ci provano: non è facile ripetersi, già nello scorso campionato lo scudetto era un po’ insperato, quest’anno ancora di più».
Immagino per la squadra?
«Sì, perché è completamente rivoluzionata e con tanti interrogativi. Federico Gatto è un giovane con grandissime potenzialità, ma da centrale ha giocato pochissimo; Francesco Rivetti non ha quasi mai fatto il muro e con Marco Parussa non ci ho mai giocato. Per fortuna sono rimasti Rigo e Voletti in panchina a seguire la squadra. Diciamo che sarà una sorpresa anche per noi nelle prime partite. Ci sono tante situazioni che funzionano e molte altre da migliorare. Ma un aspetto mi ha stupito: mai come quest’anno c’è stata un’intesa di gruppo così veloce».
Potrete comunque sfruttare il fattore campo.
«Beh, il tifo da noi è sempre caldissimo ed è sicuramente importante, Per quanto riguarda il campo, mi trovo sempre meglio: è tecnico e difficile, ma più ci giochi, più puoi mettere in difficoltà gli avversari».
Come è andata la preparazione?
«In pratica non mi sono quasi fermato. Ho finito tardi il campionato e ho ripreso quasi subito: quest’anno sono tornato con Stefano Dacastello, mentre il resto della squadra si è preparato con Diego Roveta. Ci siamo allenati bene e intensamente: sono ottimista».
Ultima domanda, obiettivo?
«Speriamo di arrivare in fondo».
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