Valencia e la sua pilota

Una delle regioni dove gli sport sferistici sono molto sentiti è Valencia. Tante le affinità con la pallapugno. Prima di tutto la “copertura” regionale: la pelota (meglio pilota in valenciano) vive nelle sole tre aree della Comunitat Valenciana, che sono sicuramente molto più popolose delle province del balon. La Comunitat sostiene economicamente la pilota perchè fa parte della cultura e delle tradizioni del territorio. Come da noi, il calcio o la pallacanestro la fanno da padrone nelle attenzioni dei valenciani e qualcuno addirittura può non sapere cosa sia la “pilota”, ma tutto sommato la copertura mediatica è buona: i quotidiani dedicano ampio spazio alle partite, la televisione segue gli appuntamenti più importanti, magari non in diretta come fanno nei Paesi Baschi, ma comunque in modo approfondito e puntuale. Una delle differenze tra Valenciani e Baschi sta proprio in questo: la televisione basca (la potete vedere anche in Italia sintonizzandovi sul satellite al canale Euskadi Tv) trasmette le partite in diretta, offrendo alla Federazione molti soldi. Questo a Valencia non succede, ma i giocatori arrivano lo stesso ad avere lo status di professionisti come i colleghi baschi. Sono circa una trentina quelli dell’escala i corsa, una ventina quelli del raspall, le due discipline più seguite, mentre per fronton e llargues i giocatori (così come quelli non professionisti di escala i corda e raspall) hanno “solo” rimborsi spese piuttosto buoni, paragonabili a quelli dei giocatori di balon. Ma come funziona questo professionismo? Da alcuni anni i giocatori sono in una associazione, la ValNet, che li rappresenta e che li stipendia. Non esiste un campionato a squadre come il nostro, ma una serie di tornei (ovviamente quello più importante sarà quello che assegna il titolo assoluto): chi decide di organizzarne uno, oppure solo una partita singola, contatta l’associazione giocatori che provvederà a mandare i “pilotari”. Si paga per questo e si paga anche una quota sul montepremi delle scommesse fatte. Visto che il giro di scommesse per le gare di cartello arriva anche a 50.000 euro (e di partite se ne giocano tantissime nel fine settimana), unito al fatto che gli sponsor sostengono sia l’associazione giocatori che i tornei, si intuisce che il giro di denaro sia piuttosto consistente. I giocatori sono in un ranking stile tennis, ovviamente chi si trova più alto ottiene ingaggi maggiori e frequenti da parte degli organizzatori. Tutto questo senza perdere di vista quello che è la pilota: uno sport molto popolare, rimasto nelle tradizioni della regione di Valencia.

Le scommesse
Già le scommesse. Un vero rito, come da noi negli anni migliori. Si punta sul quindici, il gioco, la partita. Come da noi si cerca una persona pronta a scommettere contro un’altra. Ma a raccogliere le scommesse non si improvvisa: ci sono due persone che fanno solo questo, girando tra gli spettatori con tanto di blocchetto che registra la puntata. Si punta sulla squadra rossa o su quella blu (visto che non ci sono formazioni come da noi, vengono formate di volta in

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