Massimo Vacchetto ©Candido Capra

Serie A 2023, gli obiettivi di Massimo Vacchetto

Le squadre sono al lavoro da tempo in vista del prossimo campionato. Si partirà tra qualche mese, ma tutti, dopo un periodo di scarico, hanno ripreso la preparazione.
E allora vediamo come si stanno muovendo le dieci formazioni al via della serie 2023. E partiamo con il capitano campione d’Italia, Massimo Vacchetto.

Finiti i festeggiamenti?
«Abbiamo fatto una grande baldoria finale. Davvero incredibile quanta passione ci sia a Cortemilia e quanto attaccamento a questa maglia. Un pubblico caloroso, sempre presente numeroso in tribuna ed è un piacere giocare qui. Si pensa sempre in grande».

Sette scudetti, gli ultimi due in bacheca proprio con la maglia gialloverde. Un traguardo che ti proietta nell’élite del balon.
«Sì, sono davvero orgoglioso di aver celebrato la settima, ma per carattere penso sempre al futuro: si parte per vincere di nuovo. E il più possibile».

L’anno scorso c’è stato un momento dove hai capito che si poteva arrivare sino in fondo?
«Direi la finale di Coppa Italia. C’era un po’ di pressione, ci davano tutti per favoriti e non è mai facile giocare con quel peso addosso. Invece abbiamo giocato tutti insieme con grande intensità, lì abbiamo capito che quella fase iniziale, chiamiamola di rodaggio visto che era un po’ tutto nuovo, stava cambiando direzione. Siamo stati squadra».

Nel nuovo campionato si cambia ancora.
«Ma sono rimasti Rivetti, Marchisio, Priero, la coppia Rigo-Voletti. Insomma il gruppo dell’ultimo campionato è lo stesso. Sarà compito nostro inserire i due giovani arrivati, Giulio Cane e Riccardo Meistro: sono entrambi di Cortemilia e giocare davanti al pubblico di casa sarà per loro emozionante. Ma la squadra e i tifosi saranno pronti a sostenerli. Sono entrambi classe 2000 o lì vicino: mi fanno un po’ sentire vecchio… (ride). Si stanno allenando duramente, hanno voglia di mettersi in gioco: se sono stati scelti è perché conosciamo il loro valore. Anche l’anno scorso la scelta di Rivetti al muro, lui che aveva sempre giocato al largo, poteva sembrare azzardata, invece era stata studiata e alla fine è stata vincente».

Con Rigo poi un binomio vincente che dura da tempo.
«Ormai ci capiamo al volo: è fondamentale la sua presenza, sia per le capacità che per la calma».

Hai cambiato qualcosa nella preparazione?
«Premessa: mi piace essere allenato, non solo per l’impegno agonistico. E poi sono metodico e abitudinario. Sarò sempre seguito da Stefano Dacastello, mentre la squadra si allena con Diego Roveta: lui sa come variare i programmi in modo che ci sia sempre qualcosa di nuovo. In più ho deciso di avvalermi di due professionisti per lavorare sull’aspetto della prevenzione degli infortuni».

Ultima domanda scontata, obiettivi?
«Sempre sul pezzo, perché tutti iniziano un campionato con l’obiettivo di andare più avanti possibile».

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