giovedì , 13 Agosto 2020

Grazie Barbara!

Pochi mesi e sarebbero stati quarant’anni. Quarant’anni di federazione. Oggi è l’ultimo giorno di Barbara Roasio nell’ufficio segreteria: qualche giorno di vacanza, poi il 31 dicembre andrà in pensione. Una vita nel balon, da quando era pallone elastico sino alla pallapugno, sempre dietro una scrivania.

Come e quando è iniziato tutto?
«Era il 1980, lavoravo in un ufficio a fianco della sede della federazione quando era ancora in corso Vittorio a Torino. Conoscevo Francesco Dezani, ma solo perché lo incontravo sul pianerottolo, di pallone elastico non sapevo nulla: un giorno mi ha chiesto se volevo lavorare per lui perché aveva bisogno di una mano, visto che stava gestendo la federazione da solo. E da lì è iniziato tutto, sino a oggi. Nel 1983 è entrato Romano Sirotto, l’anno dopo anche Marilena che per tanti anni ha lavorato al mio fianco. Ho cambiato cinque sedi: le due in corso Vittorio, quella di via Legnano, sempre a Torino, le due di Cuneo in questi ultimi sei anni che sicuramente sono stati per me quelli più difficili, vivendo a Torino. E ho vissuto l’epoca dei due segretari della federazione, Dezani prima e Sirotto oggi».

Ovviamente in questi anni sono cambiate tante cose.
«Certamente. All’inizio si faceva tutto a mano, si scriveva davvero tutto: circolari, tesserini, calendari, anche le designazioni arbitrali. Poi si metteva in una busta e si spediva per posta, aspettando la ricevuta di ritorno. Detto questo, il lavoro era ‘certosino’, ma comunque ben organizzato. Poi sono arrivati i computer, i fax, le mail… è cambiato davvero tutto».

Qualche aneddoto?
«Beh, migliaia. Te ne racconto due: quando abbiamo proposto a Dezani un primo computer, ci rispose ‘ma lì dentro non ci sta tutto il palmares di Bertola…’, oppure quando entrò il Procuratore della Repubblica Marabotto, che anche era il nostro presidente della commissione disciplinare, con tutta la scorta schierata con tanto di mitra spianati. Per più di un attimo ci siamo spaventati».

E con i presidenti di società com’è andata?
«Devo dire di aver avuto un ottimo rapporto con tutti. C’è stata sempre grande collaborazione, ma se devo fare un nome, dico Felice Cornaglia».

Ti vedremo ancora a qualche partita?
«Difficile, perché ho fatto un’altra scelta importante: lascerò Torino e mi trasferirò a Chioggia dove vive mia figlia».

Buon tutto Barbara, e grazie!

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