Lezione di psicologia dello sport alla Pro Paschese

Da tempo la psicologia dello sport ha trovato giusto spazio: anche nella pallapugno, gli atleti e i tecnici si stanno attivando al fine di abbinare all’allenamento fisico, quello mentale. La capacità di non farsi distrarre dal pubblico e mantenere la concentrazione nella fase di battuta, l’abilità conservare il giusto ‘stato di attivazione’ per tutto il tempo della partita, di non farsi influenzare dagli errori propri o dei compagni, sono esempi di come la prestazione sportiva non dipenda soltanto dalla preparazione fisico-tattica ma anche dall’atteggiamento mentale. E questo vale anche per il settore giovanile: in quest’ottica si è svolta una serata dedicata a ‘Psicologia dello Sport – settore giovanile’ presso lo sferisterio di Madonna del Pasco, importante occasione di riflessione sulla funzione del ruolo dell’allenatore e dei genitori rispetto all’atteggiamento dei giovani atleti nei confronti degli allenamenti e delle partite. Quanto influiscono sulla prestazione sportiva, le aspettative e la presenza a bordo campo dei genitori? Il rapporto tra genitori e tecnici influisce sull’atteggiamento con cui l’atleta si approccia alla pallapugno? Quali competenze dovrebbe avere un tecnico? A queste ed altre domande si è risposto nel corso della serata al fine di armonizzare l’azione della famiglia e dei tecnici e di creare una buona sinergia tra questi. L’incontro è stato organizzato dalla Pro Paschese e dall’allenatore Marco Fenoglio, coinvolgendo la psicologa dello sport Francesca Vinai.

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