martedì , 26 Maggio 2020

Quando si giocava a balon in California

In tanti dal Piemonte sono emigrati soprattutto in Sudamerica, Argentina in primis, ma molti hanno preso anche la strada per la California. E il pallone elastico era spesso e volentieri occasione per mantenere il ricordo della propria terra. Leggenda vuole che a portare il balon in California sia stato tal Cesare Porta che arrivò a San Francisco da Feisoglio con una valigia piena di palloni, addirittura quaranta. Si giocava per strada, i problemi non mancarono, con persone colpite dal pallone e danni alle case. Così proprio a San Francisco, nel quartiere di Potrero fu costruito un vero sferisterio. Siamo nel 1916 e già in quell’anno ci fu la prima sfida ‘ufficiale’. A lanciarla Giuseppe Bonino, originario di Cravanzana, con in palio 1000 dollari, e di fronte si trovò il torinese Ernesto Bendoni.
Bonino per completare la quadretta chiamò per l’occasione Battista Danna, nato a Monastero Vasco, ma ormai residente a Los Angeles. Con Danna partirono da Los Angeles anche tanti altri piemontesi pronti a scommettere. La partita fu annunciata sui giornali italiani della California e così arrivano a migliaia, anche da San Diego, a più di 700 km di distanza. Si iniziò a giocare con 40 minuti di ritardo tante erano le scommesse; la quadretta di Danna era avanti 9-2, ma andò in crisi, tanto che Bendoni e compagni li agguantarono. Negli ultimi due giochi, cambio in battuta con Pinella al posto di Danna, che riuscì a chiudere 11-9.
La passione rimase, si continuò a giocare a San Francisco come a Los Angeles, tanto che nel 1927 il cuneese Mario Gallo fondò la California Pallone League per dare un po’ d’ordine alle tante sfide, singole o a squadre, che c’erano in tutto lo stato. C’erano squadre a Oakland, San Francisco, Los Angeles, Richmond, composte da giocatori che erano arrivati dalla California dallo stesso paese in Piemonte. Si giocò per diversi anni, il Colombo Oakland vinse in cinque occasioni. Ancora nel 1933 ci furono campionati e sfide in occasione delle feste, organizzate dalla società Garibaldina. Poi arrivò la seconda guerra mondiale, gli italiani negli States non erano così ben visti, perché nemici nel conflitto. Così anche i piemontesi di California alla fine della guerra erano diventati più ‘americani’ e al posto degli sferisteri sorsero campi da basket e da baseball.

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