Mondiali finiti, si torna a casa

Mondiali finiti, si torna a casa. Record di presenze per questa edizione in Ecuador, con tante squadre sudamericane, spesso debuttanti come Panama o Paraguay. Alla fine il successo è andato al Belgio, oro nel gioco internazionale, davanti alla Spagna che è salita sul podio in tutte le specialità, mai sul gradino più alto. La medaglia d’oro nella pelota de mano, la specialità del paese che ospita i Mondiali, è stata ovviamente vinta dall’Ecuador (come era successo nel 2004 all’Italia con la pallapugno).
Grande lotta nel fronton: primato del Messico davanti all’Argentina, quasi una classica tra due paesi dove si gioca tantissimo ‘contro il muro’. Il prossimo passo è quello di vedere in campo anche le squadre dell’handball (che si gioca allo stesso modo), dagli Stati Uniti all’Inghilterra, per un Mondiale davvero al completo.
Gli azzurri. La medaglia d’argento nel gioco internazionale è un ottimo risultato. Un 15, quel 15 ‘buono’ assegnato invece agli avversari, avrebbe potuto cambiare la partita con il Belgio. E con una vittoria sarebbe stato oro. Ma può andar bene anche il secondo posto. Roberto Corino da buon capitano ha trascinato la squadra, soprattutto nella partita-bis con il Messico, ma tutti gli azzurri hanno dimostrato tecnica e carattere.
Il gioco internazionale è un po’ la nostra specialità, nelle altre due fatichiamo di più. Nel fronton abbiamo incrociato l’Ecuador, ma se avessimo trovato Argentina o Messico sarebbe stata la stessa cosa: hanno maggiore esperienza, perché ci giocano da sempre. Ma il dato importante in casa Italia è come Campagno e Rinaldi abbiano affrontato questi incontri: con grande classe, magari senza le malizie degli avversari. Sono giovani, possono crescere ancora in questa disciplina, giocando d’inverno a one wall. Senza dimenticare che dietro di loro i giovanissimi, per esempio Massimo Vacchetto, a one wall ci giocano, si divertono e vincono già adesso.
Più difficile nel llargues: per noi giocare contro Belgio o Spagna è come se belgi e spagnoli giocassero a pallapugno. Ma ancora Campagno, Rinaldi, questa volta anche con Levratto hanno dimostrato di sapersi adattare rapidamente.
Mondiali finiti, infine, anche per Sergio Corino: ha detto basta, ultimo Mondiale. Nelle discipline internazionali, nel confronto internazionale ci ha sempre creduto: un punto di riferimento anche per chi sarà il nuovo commissario tecnico azzurro.

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