Il one wall sarà presente nelle missioni salesiane

Don Bosco ha sempre creduto nei giovani: studio, lavoro e anche sport nella loro formazione. Adesso tra le attività sportive negli istituti e nelle missioni salesiane (che sono presenti in 132 paesi nel mondo) ci sarà anche il one wall. A Colle Don Bosco è stato firmato un accordo con la Cijb per la promozione e lo sviluppo del one wall nelle missioni salesiane. Ma come si è arrivati a questo traguardo? Massimo Corsi, ‘anima’ dello Sporting di Nizza Monferrato e oggi consigliere della Fipap, ha incontrato don Egidio Deiana, rettore della basilica di Colle Don Bosco, presentando il one wall come possibile nuova attività sportiva da inserire nei programmi delle missioni salesiane. Sono seguiti incontri e dimostrazioni sul campo ai missionari che hanno apprezzato la facilità di apprendimento del gioco e la relativa semplicità nell’allestire i campi. La Cijb ha sposato il progetto, dal coordinamento mondiale delle missioni salesiane di Roma è arrivato l’ok. Sino alla firma di Colle don Bosco alla presenza, oltre che di don Egidio Deiana e di Massimo Corsi, anche di José Luis López presidente onorario della Cijb, Jose Daniel Sanjuán attuale numero uno della Cijb, oltre che presidente della federazione valenciana, di Alberto Soldado del direttivo della Cijb, oltre che giornalista del Levante di Valencia, del segretario della Fipap, Romano Sirotto, presidente anche della commissione tecnica della Cijb, e di don Jose Anikuzhikattil, responsabile del coordinamento mondiale delle missioni salesiane. Il primo muro è stato realizzato in India grazie al lavoro di don Gomes Mackley, i prossimi saranno in Polonia con don Tomasz Hawrylewicz e in Congo con don Patrick Lunda, oltre che a Colle Don Bosco. «E’ un sogno che si è realizzato – spiega don Jose Anikuzhikattil -, l’anno scorso, durante la visita dei missionari, ho sentito parlare di questa proposta che adesso è già realtà. L’obiettivo è quello di diffonderlo in tutti i paesi in cui sono presenti i missionari salesiani: ne sono convinti anche il rettore maggiore, don Pascual Chàvez e il consigliere per le missioni, padre Vaclav Klement che hanno accolto con entusiasmo questo progetto che vede uno sport semplice come il one wall, incarnare lo spirito di Don Bosco». Entusiasta il presidente della Cijb, Jose Daniel Sanjuán. «La filosofia della nostra federazione è sempre stata ‘uniti nella diversità’, ma abbiamo cercato di trovare una disciplina che potesse essere giocata da tutti: il one wall rappresenta il futuro, con la speranza di arrivare ad un riconoscimento olimpico. Ai missionari salesiani daremo tutto l’appoggio tecnico per allargare ancora di più la pratica di questo sport». Soddisfatto il consigliere Massimo Corsi. «Siamo partiti quasi in sordina, ma oggi possiamo dire che è un accordo storico. I salesiani hanno collaborazioni di enorme spessore, come quella con la Fondazione Real Madrid, e sicuramente sapranno portare il one wall nelle loro missioni con grande partecipazione. Si aprono nuovi scenari importante per questa disciplina: nel 2015, per esempio, ci sarà il bicentenario della nascita di Don Bosco che porterà Torino centinaia di migliaia di persone; sarà un’occasione per far conoscere ancora di più il one wall».

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