Le preoccupazioni dei giocatori

Il presidente dell’Associazione Giocatori, Giorgio Vacchetto, ci ha mandato le considerazioni sulla riunione Aigipe del 15 luglio a Madonna del Pasco.

Martedì 15 luglio presso lo sferisterio di Madonna del Pasco si è svolta la riunione Aigipe.Gli argomenti ed i problemi trattati sono esclusivamente preventivi, della mitica serie “prevenire e meglio che curare”.Alla riunione relegata per il momento ai soli Consiglieri Aigipe, dato il periodo intenso di lavoro dei giocatori, si sono anticipate tematiche che sicuramente faranno capolino ai prossimi Consigli federali e quindi si è discusso apertamente e serenamente.
Senza girarci troppo intorno si è arrivato al primo della lunga serie di “nodi” da sciogliere che avremo nel prossimo futuro.

Primo punto discusso: numero di squadre partecipanti alla massima serie del campionato.
Vista la attuale situazione del Campionato di Serie “A” esiste una seria possibilità che nella rete della retrocessione possano cadere le società liguri, di fatto andando ulteriormente a restringere l’area territoriale di competenza del nostro amato “balun”, voci di corridoio, vista la possibilità concreta che ciò posa avverarsi, propongono una serie “A” a dodici squadre, tradotto, nessuna retrocessione e due promozioni
I punti discussi….
C’è effettivamente la possibilità che ciò possa accadere (anche se il buon Mariano ha detto che i morti si portano via freddi!!), e bisognerebbe già sin d’ora pensare ad una soluzione, questo è fuori discussione, almeno se si vuole salvaguardare un po’ il territorio di gioco della massima serie (diversamente il problema non esiste)
Fare le dodici squadre, era nel passato, per noi giocatori una grande ambizione, voleva dire più posti al vertice, più giocatori, più direttori tecnici, più massaggiatori, più società…
Poi abbiamo sbattuto il naso con squadre che non essendo competitive contro nessuno (causa pochi giocatori di alta qualità), finivano per implodere su se stesse, con ritiri anticipati o disfatte morali.
Per cui si decise di investire sui giovani ma sono passati solo pochi anni da questo passo fondamentale, ed i frutti si incominciano ad intravedere (Orizio, Campagno, Giordano, Levratto…) ma sono ancora pochi rispetto ai “vecchietti” che dovranno essere sostituiti e quindi la cosa ci sembra poco realizzabile.
Reinserire i “nostri” “decreti legge” del tipo, visto che (ammesso che succeda) la Liguria rimane scoperta, gli si dà un bonus gratuito per iscrivere comunque una squadra alla massima serie. Ma ciò andrebbe contro la politica finora perpetrata delle “regole rigide” e quindi, non sarebbe realizzabile.

Secondo punto (che comunque dipende dal primo): la formula
C’è il sospetto in noi giocatori, che in realtà, il problema dodici squadre o meno, venga cavalcato, invece per risolvere due problemi in colpo solo. Ovvero creare un‘intasatura del numero di partite da disputare con la “Bresciano” in accoppiata alla “Coppa Italia”, giustificando quindi l’adozione di una formula del tipo dentro/fuori.
E qui si è aperto un dibattito che sarebbe potuto proseguire per il resto dei giorni.
Riassumo brevemente.
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