La salute della pallapugno

Un articolo di Corrado Olocco su Gazzetta d’Alba, ha ‘mosso’ il popolo del balon che si è fatto sentire sul forum del sito internet dell’Associazione Giocatori. Ecco il pezzo di Corrado, quello di Franco Bruna, la risposta di Giorgio Vacchetto e quella di Corrado. Sappiamo che Giorgio – lo abbiamo incontrato oggi – ha pronto un suo bilancio sulla situazione attuale della pallapugno ed un confronto con quella di una volta. Appena ce lo invierà lo pubblicheremo. Ecco intanto il botta e risposta.

E alla fine le tanto attese dodici squadre sono arrivate, almeno sulla carta, perché in realtà è molto probabile che siano solo undici, dando così vita a un campionato “zoppo”, metafora di ciò che è successo negli ultimi mesi nel mondo del balon, tra decisioni controverse e repentine marce indietro. Il Consiglio federale riunito sabato a Cuneo ha definito il quadro delle partecipanti a serie A e B, sciogliendo i dubbi affiorati nelle scorse settimane. Nella massima serie entrano anche Augusto Manzo Santo Stefano Belbo e Pallonistica Albese, violando così… l’embargo deciso ai primi di agosto dal Consiglio federale nei confronti delle squadre cuneesi, che, come è noto, non potevano essere ripescate. E invece Santo Stefano (semifinalista in B e quindi non promossa in A) e Alba (retrocessa tra i cadetti) potranno essere al via della massima serie nonostante il “peccato originale” di essere targate Cuneo. Le due società, in pratica, prenderebbero il posto delle liguri Pievese e San Leonardo, che hanno i diritti sportivi, ma non l’intenzione, di giocare in A. In realtà, è molto probabile che solo una tra le due illustri ripescate sia al via della massima serie; si tratta della Augusto Manzo, che ha allestito una quadretta formata da Cristian Giribaldi, Molinari, Scavino e Nimot. L’Albese, invece, domenica pomeriggio aveva più di un dubbio sulla partecipazione al campionato di serie A. La società del Mermet, come ci ha confermato il vicepresidente Giovanni Toppino, ha raggiunto un accordo con Daniele Giordano (quest’anno battitore in serie B a Bubbio, giocatore cresciuto nelle file dell’Albese) e aveva chiesto, per giocare in A, di poter usufruire di un vantaggio di quattro metri in battuta, mentre il Consiglio federale ha concesso, alle squadre con battitori esordienti, oppure sotto i 25 anni e che non sforino il “monte-punti”, due metri di vantaggio. Il bonus non è stato ritenuto adeguato dagli albesi, che a questo punto potrebbero fare la B con Giordano, anche se non è ancora del tutto esclusa una rinuncia all’attività di vertice e la partecipazione solo alle serie minori e alle categorie giovanili.
In parole povere, Santo Stefano e Alba hanno “barattato” il diritto alla A con Pieve di Teco e Imperia, ma Alba forse non giocherà perché è saltata una trattativa sui metri di vantaggio.
Non sembra neppure una vicenda sportiva e invece lo è. Per salvare le dodici squadre volute ad agosto sono state fatte anche alcune “offerte speciali”, come i già ricordati metri di vantaggio alla battuta, prassi ripescata in soffitta dopo anni

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