Massimo Vacchetto e Federico Raviola, l’anno scorso sono ‘sfilati’ con i compagni del Centro tecnico della Fipap prima dello spareggio della finale di scudetto. Facevano ancora parte del gruppo guidato dal professor Mario Sasso che in quell’occasione concludeva il primo ciclo di lavoro: il capitano dell’Albese intanto aveva vinto lo scudetto in serie B, il battitore del San Biagio quello in Under 25. Adesso sono in semifinale di serie A, i più giovani del lotto con i loro 18 anni. ‘Ma di quel gruppo c’è anche Marcarino che è in semifinale di B – spiega Mario Sasso – oppure Arnaudo che in finale di Under 25: è un bel segnale per la pallapugno. Senza dimenticare Campagno, che non ha fatto parte del Centro tecnico, ma resta un altro giocatore del futuro, visto che ha solo 22 anni, oppure Levratto che ha ampi margini di miglioramento. Insomma c’è un ricambio generazionale alle porte, anche perché altri ragazzi potranno presto arrivare ad alti livelli. Segno che l’indicazione della Fipap di puntare sui giovani sia stata vincente: come Centro tecnico abbiamo cercato di fare la nostra parte, sicuramente non decisiva per arrivare a questi livelli, ma importante per far capire il tipo di lavoro che un giovane deve programmare per arrivare nei campionati maggiori. I risultati di Massimo e Federico sono una ‘spinta’ per tutti per continuare su questa strada, soprattutto per i ragazzi che sono così stimolati ad una mentalità diversa nel loro impegno nel balon, come accade in altri sport
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