Dal 30 luglio al 7 agosto Treia si ferma per la Disfida: ecco cosa vuol dire per la cittadina marchigiana il gioco del pallone in una presentazione del professor Alberto Meriggi, testo che ha contribuito all’assegnazione del premio “Meraviglia Italian” (www.meravigliaitaliana.it) da parte del Forum nazionale giovani, ministero Turismo e Giovani, al gioco della palla al bracciale della città di Treia.
IL BRACCIALE E TREIA
Un’importante pagina della storia di Treia è legata a uno sport che ha contribuito ad accrescerne la notorietà. Si tratta del ‘gioco del pallone col bracciale’, il cui personaggio più rappresentativo è stato il giocatore Carlo Didimi, immortalato dal poeta Giacomo Leopardi con la famosa canzone ‘A un vincitore nel pallone’ del 1821. Il gioco del bracciale ha radici antiche, anche se il suo maggior sviluppo è avvenuto nell’epoca rinascimentale quando fu favorito da principi e signori. Il gioco si praticava in speciali arene, dette sferisteri, che necessitavano di un terreno piatto e ben battuto, lungo dai 90 ai 100 metri e largo dai 16 ai 18. Era indispensabile, inoltre, un muro d’appoggio laterale alto una ventina di metri. Tecnicamente il gioco ricorda il tennis, consiste infatti nel respingere da una metà all’altra del campo un pallone usando al posto della racchetta un apposito bracciale. Questo strumento è costituito da un manicotto ricavato da un unico pezzo di legno di sorbo. É scavato all’interno in maniera corrispondente al polso del giocatore e ha dei fori cilindrici in cui vanno a connettersi delle punte di corniolo lateralmente a contatto tra loro, il tutto per un peso di circa due chili. Il pallone, che pesa circa tre etti e mezzo, un tempo era costruito esternamente con spicchi, cuciti insieme, ricavati dalla pelle più dura della vacca mentre la camera d’aria si ricavava utilizzando la pelle più morbida dello stesso animale. Le squadre sono composte da tre giocatori detti battitore, spalla e terzino. Vi è poi il mandarino; costui ha il compito di lanciare la palla al battitore. É questa la spettacolare azione della battuta che, come nel tennis, mette in movimento la palla all’inizio di ogni gioco. Ogni partita è divisa in frazioni dette appunto ‘trampolini’ solitamente comprendenti quattro giochi, mentre il punteggio è diviso in quindici. Tra le numerose caratteristiche tecniche che contraddistinguono il gioco del bracciale va ricordata la ‘volata’ che consiste nella conquista del punto
spingendo la palla, fuori campo, alle spalle dei giocatori avversari. Ininterrottamente dal 1978 si celebra a Treia la ‘disfida del bracciale’, bellissima manifestazione di risonanza nazionale che si tiene la prima domenica di agosto, preceduta da dieci giorni di festeggiamenti che iniziano il venerdì che precede l’ultima domenica di luglio: si tratta di una sorta di torneo rionale che vede impegnate le squadre dei quattro quartieri cittadini per la conquista di un palio e di un trofeo da custodire per un intero anno. Per tutto l’arco di tempo interessato dalla festa, ogni sera Treia si anima: nel contesto degli addobbi e delle scenografie predisposte dai quartieri, si aprono
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