Il ricordo di Carlo Petrini su Franco Balestra

Su ‘La Repubblica Torino’ del 7 settembre 2011′. è uscito un articolo di Carlo Petrini, presidente di Slow Food, su Franco Balestra. Ecco il testo per chi se lo fosse perso.

Un paio di giorni fa è scomparso Franco Balestra, un mito di quello sport popolare che è il pallone elastico, oggi denominato pallone a pugno.
Balestra era il rappresentante storico della componente ligure di questa disciplina. Langhe, Monferrato ed entroterra ligure sono da sempre le terre del balun, sport sferistico per eccellenza, che nel mondo e nel tempo ha espresso innumerevoli varianti. Il radicamento del pallone elastico in queste terre collinari, non solo nei regolari sferisteri ma nelle pubbliche piazze dei paesi, è stato nel tempo testimone di epiche sfide e di grandi passioni. Gli anni Cinquanta sono gli anni di Balestra, che si aggiudica ben sei campionati, tutti sudati contro il rivale e amico Augusto Manzo, anagraficamente più anziano e dominatore incontrastato dall’inizio degli anni Trenta (con la sospensione del campionato nel periodo bellico). Il secondo dopoguerra, con l’Italia ciclistica divisa tra Coppi e Bartali, aveva nel Piemonte contadino il proprio contraltare nelle sfide tra Manzo e Balestra. Sferisteri stracolmi, scommesse, discussioni infinite e poi pantagrueliche mangiate in osteria per ridiscutere gioco su gioco, battuta su battuta. Diversi per carattere e temperamento, i due campioni hanno rappresentato un agonismo determinato, caparbio, ma corretto. Balestra, più taciturno e discreto quasi da sembrare timido, in campo si trasformava con la sua battuta potente. Coloro che l’hanno visto nei suoi anni migliori parlano ancora con ammirazione del suo ricaccio imbattibile, sia al volo che al salto. Ad Alba si racconta che quel ricaccio potente costrinse i terzini avversari a proteggersi con i parastinchi. Questo straordinario dualismo ha tenuto banco per diversi anni, ma ha raggiunto il suo apice nel campionato del ’52 conclusosi, purtroppo, con la sospensione del titolo per responsabilità dei dirigenti federali che hanno gestito malamente regolamenti, polemiche e ricorsi. Tuttavia, quell’anno sarà ricordato nella storia del balun per incontri epici al Mermet di Alba, a Imperia e a Torino nello sferisterio di Via Napione. Le cronache parlano di quest’ultima partita come dello “scontro del secolo”, vinto da Manzo con granitica determinazione. La non assegnazione del titolo sarà motivo di amarezza sia per Balestra che per Manzo e il pasticcio verrà risolto solo nel 1995 con l’attribuzione del Campionato tricolore 1952 a Franco Balestra.
Manzo è scomparso nell’’82, il tempo ha stemperato le polemiche, ma mai e poi mai tra i due si spezzò il legame di amicizia e di stima: altri tempi! Per ritrovare un dualismo così forte, che è l’essenza vitale del pallone elastico, bisognerà attendere gli anni Settanta con Bertola e Berruti. Oggi, nell’attesa di nuovi miti, il balun vive anche di questa memoria, sorprendendo per la capacità di coinvolgere nuove generazioni e di contraddire quella decadenza irreversibile già evocata nel 1897 da Edmondo De Amicis. In fondo ha ragione il Presidente onorario della Federazione, Franco Piccinelli, quando alcuni anni fa scriveva: “C’era una

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