Bilancio positivo per la spedizione azzurra ai Mondiali di Dublino. Il Pignacento Team di Nizza Monferrato ha portato due suoi ragazzi, Simone Corsi e Simone Maschio tra i primi otto, tra singolo e doppio, nel torneo Under 17, mentre gli azzurri di Sergio Corino, non hanno mai perso nel doppio con Enrico Rinaldi e Alessandro Re nella Federation Cup. Una rassegna iridata da grandi numeri: quasi 30 nazioni iscritte, oltre 2000 giocatori, dai professionisti ai ragazzini, sino ai veterani (e l’iscrizione costava per tutti 100 euro), tanto pubblico alla Citywest Arena (dove si pagava il biglietto per entrare) e quasi tifo da stadio per le finali. Per gli irlandesi l’handball, soprattutto il ‘quattro muri’, è una disciplina molto amata. Nelle categorie open i più forti nei ‘quattro muri’ restano gli irlandesi, con gli statunitensi comunque molto ‘vicini’, mentre nell’one wall con la big blue (la disciplina che passerà sotto la nuova Wwba) c’è maggiore equilibrio: irlandesi e statunitensi sono sempre i favoriti, ma i giocatori di Porto Rico o Ecuador (mancavano, invece, i messicani più competitivi) hanno dimostrato di essere all’altezza dei migliori, con baschi e cinesi (anche se vivono in America) un gradino sotto. A livello giovanile, detto del bel risultato degli ‘azzurrini’, c’è da segnalare la crescita di Olanda e soprattutto Belgio. Resta ancora un gap con irlandesi e statunitensi che giocano praticamente ogni giorno, soprattutto sulla battuta e nella fase difensiva, dove attaccano sempre e comunque la palla. Una curiosità, infine: la squadra azzurra in attesa del volo per Dublino da Linate, ha incontrato Giovanni Trapattoni, ct dell’Irlanda del calcio.
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