L'inaugurazione del campo

Quando a Bergamo si giocava a balon

La pallapugno è praticata nelle valli bergamasche da centinaia di anni. Fino agli anni ’50 ogni sagrato, piazza e via di paese in Val Seriana ha ospitato sfide al ‘balù’ giocate con palloni ricavati dalla vescica del maiale (‘hfella’ in dialetto bergamasco). Nei primi anni ’60 la pallapugno bergamasca entra in contatto col movimento pallonistico piemontese ed ecco che a Comenduno di Albino viene organizzata la prima sfida con una formazione capitanata dal campionissimo Augusto Manzo. I comendunesi riescono a superare l’ormai cinquantenne Manzo. Dopo qualche tempo la rivincita sullo stesso campo darà ragione ai piemontesi che questa volta hanno messo in campo il fortissimo Beppe Corino. Nel 1971 nello sferisterio Mermet di Alba la formazione di Vall’Alta affronta nelle finali del campionato Italiano di C1 la forte squadra locale con Canta e Belmonte. Questa partita ha una rilevanza storica in quanto rappresenta un punto di svolta per le regole della pallapugno. Dopo lunghe discussioni con la federazione i bergamaschi ottengono il permesso di indossare i pantaloni corti. Fino a quel momento i giocatori dovevano indossare obbligatoriamente lunghi pantaloni bianchi. Nel 1975 a Torino riecco la formazione bergamasca giocare le finali del campionato di C1.
Il 1982 è un anno di svolta per la pallapugno bergamasca. Per iniziativa di Stefano Alemanni, originario di Nizza, che trova collaborazione in un gruppo appassionati nasce la società pallonistica ‘La Valle 82’ che raccoglie tutte le forze sparse sul territorio. Viene realizzato un piccolo sferisterio nell’intento di organizzare gare ufficiali e di offrire ai numerosi giovani che hanno ripreso a colpire la palla di pugno la possibilità di crescere tecnicamente e magari un giorno affrontare le blasonate squadre piemontesi.
Nel 1983 all’inaugurazione del campo ad Abbazia, lungo 67 metri e dotato di muro d’appoggio, viene organizzato un torneo quadrangolare con una squadra di Brescia e la quadretta di Mondovì, vincitrice del campionato Italiano Amatori. La formazione di casa con Bruno Gatti e Giambattista Facchinetti supera in finale i piemontesi guidati da Ivo Roberi e Rinaldo Muratore. Durante l’estate di quell’anno i tecnici federali Sergio Corino e Grasso organizzano uno stage per l’avviamento alla pallapugno a cui partecipano molti giovani. Sempre in quella stagione la squadra de La Valle 82 viene invitata al torneo di Fontanile intitolato a Giovanni Basso: Bruno Gatti e Facchinetti Giambattista si impongono nettamente sugli avversari che annoverano anche giocatori della massima serie nel ruolo di terzini. In occasione del torneo di Fontanile i bergamaschi incontrano un vecchio giocatore a dir poco speciale: si tratta di Pino Morino. Con lui nasce una sincera e duratura amicizia che spesso porterà Morino in terra bergamasca talvolta accompagnato da grandi campioni come Bertola. La società bergamasca partecipa anche al campionato Juniores con buoni risultati. Nei primi anni ’90 i ragazzi dell’82 sono ormai cresciuti e così l’instancabile Stefano Alemanni, ormai diventato membro del consiglio federale della Fipe, organizza alcune partite tra i giovani albinesi e squadre piemontesi. Nel 1993 il grande passo, due squadre bergamasche si iscrivono ai campionati di C1 e C2: fino a fine anni ’90 almeno una squadra bergamasca parteciperà costantemente ai campionati italiani di serie C. Nel frattempo si organizzano manifestazioni promozionali della pallapugno in diversi paesi della Valle Seriana grazie alla disponibilità di campioni come Carlo Balocco e Paolo Voglino, ma altri campioni che si sono esibiti in bergamasca sono Giorgio Vacchetto, Roby Corino, Flavio Dotta, Alberto Sciorella, Felice Bertola. Adesso il campo è ancora lì, con il muro d’appoggio, all’interno della scuola che lo utilizza come parcheggio. Chissà se un giorno il balon tornerà nelle valli bergamasche…

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