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Serie B 2018, Ivan Orizio

Ivan Orizio ritrova la maglia giallorossa della Taggese, sarà lui il capitano della squadra che parteciperà alla serie B.

Sei stato uno degli artefici del ritorno della pallapugno a Taggia, l’anno scorso è stato riaperto lo sferisterio, la squadra giocava con i colori dell’Imperiese, adesso è Taggese ‘vera’: che emozioni nell’indossare quella maglia che vestivi quando eri bambino?
«È un qualcosa di più che vestire una maglia alla quale sono comunque molto affezionato. Sono stato nel gruppo che ha portato avanti la rifondazione della pallapugno a casa mia: un po’ come realizzare un progetto che avevi in testa. Adesso mi concentro sulla parte sportiva, cercando di ottenere risultati importanti»

Il prossimo anno serie B, prima di tutto come stai?
«Sto bene, anche se l’infortunio è stato ‘pesante’ e molto lungo. Adesso sono pronto, sto cercando di allenarmi al massimo, soprattutto cercando di evitare l’esperienza dell’anno scorso. E poi faremo valere l’esperienza nel nostro campo».

La squadra è competitiva, qual è l’obiettivo della prossima stagione?
«Più in alto possibile, senza limiti. Vedremo. Con i pochi mezzi che avevamo credo che sia una bella quadretta. Jacopo (Cane) si sta allenando forte, l’anno scorso ha iniziato da spalla dopo tanti anni da battitore, ma i numeri li ha tutti. Stefano (Asdente) è prima di tutto un amico e l’intesa è immediata, visto anche lui è di Taggia e a questa maglia tiene molto, contribuendo alla rinascita della Taggese: come giocatore ci conosciamo da sempre, al muro sarà darci una bella mano. Al largo ci sarà Gianluca Bonavia: ha tantissima voglia di rientrare e credo che farà un grande campionato».

Quanto interesse c’è a Taggia? Quali iniziative avete con il presidente Cagnacci per rilanciare il balon in città?
«Già l’anno scorso con la riapertura dello sferisterio dopo quasi dieci anni e la partita in piazza dopo sessanta, abbiamo visto che in città c’è uno zoccolo duro che non ha mai persi l’interesse per il pallone. Quando giocavo io da bambino eravamo quasi cinquanta: quei ‘ragazzi’ che sono miei coetanei, ma anche del presidente, vogliamo riportarli allo sferisterio. Certo, anche io devo fare la mia parte: si sa che se arrivano i risultati, arriva il pubblico».

Già lo sferisterio?
«Adesso la gestione è solo nostra, della Taggese. E dunque possiamo lavorare con maggiore continuità con un impianto dove si gioca solo a pallapugno. Inizieremo un progetto con le scuole locali per far ripartire anche l’attività giovanile. I primi segnali sono incoraggianti. Per noi è una sorta di anno zero, ma siamo davvero tutti molto determinati».

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