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Serie A 2018, Davide Barroero

Tempo di presentazione per la quadretta di Santo Stefano Belbo e prima volta per Davide Barroero in serie A.

Ormai sei abituato alle presentazioni delle nuove maglie, questa volta qualche emozione in più?
«Sì, lo ammetto. Il clima è sempre coinvolgente, ma questa volta si è fatto sentire: in fondo si tratta di una nuova esperienza e gli stimoli non mancano».

Coronamento di un sogno o un primo passo?
«Entrambi, direi. Raggiungere la A con le nostre forze, vincendo il campionato cadetto è stato un sogno, adesso che siamo nella massima serie non si torna indietro. Vogliamo rimanerci e puntare più in alto possibile, ben consapevoli che non sarà facile».

Appunto, sai benissimo che sarà dura, come ti prepari per questo debutto tra i ‘grandi’?
«Mi alleno tutti i giorni, anche più volte al giorno, eccetto la domenica. Siamo già partiti, poi arriverà il giorno che proverò il campo: il bello deve ancora venire. La società con me è stata molto chiara: non mi ha messo sul piatto chissà quali aspettative e questo è uno stimolo ancora più grande. Siamo tranquilli, non pensiamo all’obiettivo finale, ma partita dopo partita. Cercando di coinvolgere e divertire il pubblico e divertirci anche noi».

Ritrovi tutto quasi il gruppo della B, un vantaggio?
«Direi proprio di sì. Siamo compagni di squadra, ma soprattutto amici. Compreso Stefano (Boffa) che entra in squadra quest’anno e anche con Marco (Cocino) l’intesa è stata immediata. In pratica siamo quasi tutti di Neive e siamo un gruppo, una compagnia anche fuori dal campo. E poi vedo mio papà molto motivato: con lui in panchina abbiamo vinto C e B, adesso è carico per il suo debutto in A da direttore tecnico. Sarà lui a seguirmi, a incitarmi, a supportarmi se le cose non vanno al meglio, a gioire se vinciamo. Siamo un team molto unito: già adesso ci ritroviamo per tre sedute comuni in settimana, uno in più dello scorso anno, ma è un piacere vero. Siamo tutti eccitati per la serie A».

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