Le preoccupazioni dei giocatori

17 luglio 2008

Il presidente dell'Associazione Giocatori, Giorgio Vacchetto, ci ha mandato le considerazioni sulla riunione Aigipe del 15 luglio a Madonna del Pasco.

Martedì 15 luglio presso lo sferisterio di Madonna del Pasco si è svolta la riunione Aigipe.Gli argomenti ed i problemi trattati sono esclusivamente preventivi, della mitica serie “prevenire e meglio che curare”.Alla riunione relegata per il momento ai soli Consiglieri Aigipe, dato il periodo intenso di lavoro dei giocatori, si sono anticipate tematiche che sicuramente faranno capolino ai prossimi Consigli federali e quindi si è discusso apertamente e serenamente.
Senza girarci troppo intorno si è arrivato al primo della lunga serie di “nodi” da sciogliere che avremo nel prossimo futuro.

Primo punto discusso: numero di squadre partecipanti alla massima serie del campionato.
Vista la attuale situazione del Campionato di Serie “A” esiste una seria possibilità che nella rete della retrocessione possano cadere le società liguri, di fatto andando ulteriormente a restringere l’area territoriale di competenza del nostro amato “balun”, voci di corridoio, vista la possibilità concreta che ciò posa avverarsi, propongono una serie “A” a dodici squadre, tradotto, nessuna retrocessione e due promozioni
I punti discussi….
C’è effettivamente la possibilità che ciò possa accadere (anche se il buon Mariano ha detto che i morti si portano via freddi!!), e bisognerebbe già sin d’ora pensare ad una soluzione, questo è fuori discussione, almeno se si vuole salvaguardare un po’ il territorio di gioco della massima serie (diversamente il problema non esiste)
Fare le dodici squadre, era nel passato, per noi giocatori una grande ambizione, voleva dire più posti al vertice, più giocatori, più direttori tecnici, più massaggiatori, più società...
Poi abbiamo sbattuto il naso con squadre che non essendo competitive contro nessuno (causa pochi giocatori di alta qualità), finivano per implodere su se stesse, con ritiri anticipati o disfatte morali.
Per cui si decise di investire sui giovani ma sono passati solo pochi anni da questo passo fondamentale, ed i frutti si incominciano ad intravedere (Orizio, Campagno, Giordano, Levratto...) ma sono ancora pochi rispetto ai “vecchietti” che dovranno essere sostituiti e quindi la cosa ci sembra poco realizzabile.
Reinserire i “nostri” “decreti legge” del tipo, visto che (ammesso che succeda) la Liguria rimane scoperta, gli si dà un bonus gratuito per iscrivere comunque una squadra alla massima serie. Ma ciò andrebbe contro la politica finora perpetrata delle "regole rigide" e quindi, non sarebbe realizzabile.

Secondo punto (che comunque dipende dal primo): la formula
C’è il sospetto in noi giocatori, che in realtà, il problema dodici squadre o meno, venga cavalcato, invece per risolvere due problemi in colpo solo. Ovvero creare un‘intasatura del numero di partite da disputare con la “Bresciano” in accoppiata alla “Coppa Italia”, giustificando quindi l’adozione di una formula del tipo dentro/fuori.
E qui si è aperto un dibattito che sarebbe potuto proseguire per il resto dei giorni.
Riassumo brevemente.
Commenti sulla Coppa Italia: cosi com’è fatta non è male, ma ha due grosse pecche. La prima è che fin tanto che le partite vengono disputate in casa della più debole (serie B contro serie C in casa di quest’ultima e cosi via) portano un discreto pubblico (ma anche questa è una mezza verità perché non è dappertutto così) ma quando si arriva alla fase in cui le squadre si affrontano in un campo neutro, dove la pallapugno non è più giocata, si teme la debacle!
Secondo punto a sfavore, la Coppa Italia interferisce in modo pesante sul campionato, è questo non è concepibile. Dovrebbe svolgersi senza interrompere il campionato che è di gran lunga oggi più importante, altrimenti ritornare ad una formula più restrittiva e più veloce.
La formula dentro/fuori. Già analizzata l’anno scorso in maniera approfondita, rispecchia quello che si era già detto, ovvero, all’obiezione di sospetti di “combine” (che devono essere provate e non sospettate) si era già appurato che le medesime si possono fare, se si vogliono fare, con ogni formula (chi fa la “combine” è la persona, non la formula).
Troppo rischiosa per chi investe sulla squadra basandosi anche sugli incassi.
esempi: giornata “storta” nel momento decisivo, infortunio del giocatore nel momento decisivo, giornata con condizioni meteo instabili (che quindi pregiudicano un incasso anche a fronte di una partita di cartello) sono tutte possibili fonti di una fuoriuscita “non prevista” dal campionato, senza possibilità di replica.
Si termina prima, e quindi minor presenza sui media, minor presenza uguale minor interesse da parte degli sponsor.
Terminando prima la stagione, l’impegno per la preparazione degli atleti in inverno, non diminuisce, i costi ed i sacrifici rimangono uguali, ma ecco cosa abbiamo paura (certezza) che succeda. Dopo il primo anno nel quale alcune società finiscono per scottarsi (economicamente parlando) con una eliminazione a sorpresa, cosa succede?
Semplice: le società che si sono scottate nell’essere state buttate fuori dal giro prima del tempo, tagliano i fondi: meno gare, meno ingaggio-
A questo punto, i giocatori continuerebbero ad investire tempo e denaro in una attività che anche ad alti livelli non ti permette di combinare nulla?
per chi non l’avesse a mente, i giocatori di palla pugno che per “vivere” devono anche lavorare hanno abolito dal calendario la parola ferie.
Cosa diremmo ai nostri ragazzi: fatevi un “c…o” così! Che poi noi (pubblico in generale, che siamo in vacanza e voi no), veniamo a dirvi bravo sul campo e a battervi le mani? Che quando c’è la festa del paese, voi ci fate divertire (gratis) e noi vi battiamo le mani?
Pensiamo che alla fine direbbero: ”sentite a questo punto giochiamo come giocano i ragazzi dell’oratorio, così, solo per divertirsi, e va benissimo, ma allora non parliamo più di campionati di categoria né tanto meno possiamo pensare ad un evoluzione di questo sport.
Questo sport finirebbe per essere relegato a “rito tribale del luogo” e stop.
Qualcuno disse “Purtroppo il mondo gira, e continuerà a girare, basandosi su due grandi pilastri, il denaro, e le bugie. Tutto il resto è conseguenza".

Problema delle società
Qui di nuovo un grande problema, come lo era quello per i giovani giocatori, si ripete nelle società:ovvero non avendo investito a suo tempo sui giovani, non abbiamo avuto un ricambio generazionale, né dei giocatori e nemmeno nelle figure che ricoprono i vari ruoli nelle società. E noi giocatori siamo molto preoccupati per il futuro immediato.

In buona sostanza abbiamo discusso di tutte queste cose, facendo tante osservazioni, ma senza mettere giù nessuna proposta definitiva. Invitiamo quindi tutti a ragionare su quanto esposto, nella speranza che le nostre paure/dubbi rimangano tali e non si avverino, ma nello stesso tempo, vogliamo anche essere pronti al peggio.

Per ultimo è stata fatta la distribuzione dei pani e dei pesci. Si tratta di “gomma” campione che usiamo per la fasciatura, ottenuta in conto visione dalla ditta Teckspan, per cercare di unificare e utilizzare una fasciatura standardizzata.
Sono state distribuite le “Gomme” S23, V5, V8 ed altre (ovviamente ai presenti) per testarle sul campo e dare la propria opinione in merito.
I nostri CF Dotta e Corino, porteranno in Consiglio la proposta di far convergere tutte le fasciature che fanno uso della “gomma Aerostop” su quella che verrà testata e approvata dai giocatori. A questo punto l’Aigipe o la Fipap si farà carico dell’approvvigionamento della medesima per la distribuzione a chi ne fa uso.


Inserisci un commento

Tutti i campi sono obbligatori

Captcha image