26 ottobre 2009
Riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni sul ruolo dell'arbitro, scritte da un arbitro Adriano Zunino.
L’arbitro! Chi è l’arbitro?
L’arbitro è un appassionato di sport, talvolta di uno e talvolta di più sport, talvolta è un ex praticante di sport. E’ sicuramente una persona che crede nello sport, nella lealtà tra le parti, che è chiamato ad intervenire per risolvere una controversia (di sport!) essendo al di sopra delle parti.
E’ una persona che talvolta sacrifica la famiglia, gli affetti, il lavoro, il proprio tempo libero: però lo fa con dedizione, volontariamente perché non vi è costretto da alcuno.
Non è un martire, non è una vittima, talvolta è un capro espiatorio utilizzato per giustificare una prestazione insoddisfacente e/o una sconfitta.
L’arbitro ha sempre ragione, ma non perché è infallibile, ma perché è il regolamento che gli impone di avere ragione: poiché l’arbitro deve dirimere in una frazione di secondo una questione, anche ingarbugliata, che altrimenti dalle parti verrebbe discussa per molto tempo e non troverebbero mai un accordo.
E’ un uomo con dei valori, che deve prendere sempre la decisione giusta.
Nel contesto di una competizione è l’unico a cui non è consentito sbagliare, ma invece 'purtroppo' sbaglia anche lui (o lei) perché è un essere umano e dove c’è uomo c’è errore, seppure involontario e sempre in assoluta buona fede.
E’ il primo ad essere rammaricato quando si accorge di aver commesso un errore, ma non può fare nulla: perché tentre di rimediarvi equivarebbe commetterne un altro. E questa volta sì, che sarebbe grave: perché sarebbe un errore commesso con volontarietà.
Non è mai, o quasi mai, aiutato. Addirittura, talvolta, è ingannato perché dall’errore dell’arbitro si può trarre vantaggio.
Talvolta quello che è evidente per tutti o che vedono tutti (atleti, dirigenti, pubblico, ecc.) non lo vede l’arbitro: perché può non essere nella migliore posizione per ben giudicare, oppure può essere coperto dai giocatori, oppure altro ancora.
Talvolta può essere permissivo.
Talvolta può sembrare arrogante, presuntuoso, magari è solamente risoluto, deciso, che non consente interferenze nel proprio operato.
L’arbitro è un uomo, che sbaglia: ma anche quando sbaglia e/o subisce pressioni o contestazioni è comunque sempre educato, mai si lascia andare ad improperi o ad atteggiamenti scorretti.
Eppoi ci sarebbe ancora molto da dire sull’arbitro, ma sarebbe un tutto di più, un panegirico.

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