19 agosto 2010
Valloria, il paese dell'entroterra imperiese, famoso per le porte dipinte e le sagre, ha riscoperto la passione per il balun. Giovani e meno giovani si ritrovano in piazza a giocare, come accadeva sino agli anni Sessanta quando, al termine di una giornata di lavoro tra gli uliveti, le sfide non mancavano mai. Il campo da gioco, stretto dal lato della battuta e più largo al ricaccio è davvero inconsueto: l'unico tratto che presenta qualche regolarità è la cantonata della chiesa parrocchiale, il resto è tutto un 'fiorire' di scale, scalette, gradini, sporgenze di ogni genere, senza dimenticare la fontana, simbolo del paese. L'aspetto particolare è dato dalla conformazione della piazza, caratterizzata da una pendenza piuttosto accentuata verso il ricaccio. Un tempo la piazza pendente era motivo di sfottò: gli abitanti di Valloria venivanmo presi in giro con un detto in voga ancora oggi: "Valoia, ciassa pèndènte: e donne i muscia u cù e i ommi i ghe stan a mènte". Oggi la piazza pendente è rinata grazie al balun. La tradizione del torneo estivo è sempre viva: ci sono squadre da tutto l'Imperiese, l'importante è giocare e divertirsi, tra cieli, cacce e giochi, concludendo la serata tra un bicchiere di vivono e la mangiate che vanno tanto di moda da queste parti.

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