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Quale futuro per pallapugno e tamburello?

Pallapugno e tamburello a confronto nell’incontro, voluto dal patron dell’Araldica Claudio Manera, tra il presidente della Fipap, Enrico Costa e il neo numero uno della Federtamburello, Edoardo Facchetti. Che cosa è emerso? Situazioni simili (il tamburello con una maggiore presenza territoriale, la pallapugno con un importante peso interazionale, visto che la Fipap è membro della federazione della pelota basca che fa parte dell’associazione che raggruppa le federazioni sportive internazionali riconosciute dal Cio, ma le cui discipline non fanno ancora parte del programma dei Giochi olimpici), problematiche simili (calo degli spettatori negli sferisteri, risorse economiche, appeal tra i giovani), ma soprattutto scenari futuri simili. Non è un segreto che il Coni abbia in mente un piano di riordino delle federazioni che prevede che quelle che fanno parte delle discipline associate (come la Fipap e la Fipt) potrebbe essere accorpate o inserite in federazioni più grandi, come per esempio quella del tennis. Cosa fare allora? Il passato è una ricchezza preziosa e importante per entrambi gli sport, ma bisogna guardare avanti. Pallapugno e tamburello sono anche un patrimonio del territorio (la pallapugno anche inserita nel riconoscimento Unesco di Langhe, Roero e Monferrato) da valorizzare, un po’ come fanno i baschi con la loro pelota, ma sono in primo luogo uno sport. E allora unire le forze per diventare una federazione unica e non solo due discipline associate? Mettere almeno le basi per una collaborazione comune? Gli intenti sembrano esserci, vedremo. Intanto un primo passo potrebbe essere un nuovo confronto tra le due federazioni e il presidente del Coni, ancora una volta in casa Araldica.

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