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Mondiali, gli azzurri sono tornati a casa… ma che fatica!

Gli azzurri sono rientrati in Italia dopo la trasferta colombiana. Un’avventura più che un viaggio di ritorno. Perché? Perché entrati al gate dell’aeroporto di Pasto nel tardo pomeriggio, scoprono che il loro aereo, l’ultimo per Bogotà, in arrivo proprio dalla capitale, non può atterrare, viste che le condizioni meteo. Quello di Pasto non figura nella lista dei dieci più pericolosi al mondo, ma poco ci manca, visto che è su un’altura isolata con altissimi salti nel vuoto a quasi 3000 metri. E che la pista fosse corta se sono accorti tutti già all’arrivo. Fermi lì, insieme alle squadra di Belgio, Francia e Inghilterra. Indicazioni precise da parte della compagnia colombiana, l’Avianca non ce ne sono: forse c’è un volo il giorno dopo alla stessa ora, sempre da Pasto. Ma se non parte? Per fortuna c’è un alto funzionario del Coldeporte, il ministero dello sport colombiano, a Pasto per supervisionare i Mondiali. Prende a cuore la situazione delle quattro squadre, chiama lui Avianca, poche risposte concrete e alla fine arriva la decisione: partenza nella notte per Cali in autobus. Otto ore di trasferimento, tutti insieme. Ma non si parte subito, arriva anche un ufficiale della polizia nazionale: deve essere organizzata la scorta. Un viaggio impegnativo, su strade impegnative. Con un preciso ordine: mai allontanarsi da soli alle soste. Azzurri, inglesi e francesi partono da Cali per Bogotà, i belgi trovano un volo da Cali direttamente per Madrid. Da Bogotà si parte di sera: c’è tempo per un ultima veloce visita alla capitale colombiana. Si ritrovano tutti nell’aeroporto di Bogotà: italiani, francesi, inglesi, anche gli olandesi che invece erano riusciti a prendere l’aereo da Pasto nel primo pomeriggio. Saluti e abbracci: gli olandesi partono per Parigi, francesi e inglesi per Londra. Per gli italiani la destinazione è Madrid, ma nella nuova programmazione non c’è più il volo diretto dalla Spagna per Torino. Bisogna fare scalo a Fiumicino per poi prendere l’ultimo volo, quello delle 21.30 per Torino. Prima di mezzanotte, Corino e compagni sono a Caselle, Alessandra Puleo dorme a Roma (senza bagaglio…che non è arrivato) per partire mercoledì mattina per Palermo. Quattro voli in un giorno, ventiquattro ore in più del previsto, tanto sonno, ma ce l’abbiamo fatta.

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