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Mondiali, che entusiasmo in Colombia

Chiusi i Mondiali Cijb a Pasto. Che dire, grande entusiasmo in Colombia: in tanti a seguire le partite nei chazodroni della città e dei paesi vicini, poi tutti in campo per una foto, un saluto, una stretta di mano. Insomma un’accoglienza incredibile. Mondiale della Pace è stato definito e così è stato: polizia tanta a scortare le squadre, ma forse più per eccesso di zelo che per reale pericolo, visto che tutti hanno girato da soli per la città senza problemi.
Dal punto di vista sportivo tante conferme e poche novità. Belgio e Regione Valenciana sono le squadre da battere. In finale nel llargues e nel gioco internazionale, hanno dimostrato di avere maggiore confidenza con queste specialità: alla fine due ori e il titolo assoluto per gli spagnoli. Resta il rammarico in casa Italia per quel vantaggio di 4-1 nel gioco internazionale nella fase di qualificazione che se mantenuto sino alla fine avrebbe mandato gli azzurri in semifinale.
Nel torneo di one wall stesso copione in campo maschile con la finale tra Messico e Argentina, ancora una volta con il titolo iridato che va ai messicani. La sorpresa al femminile con il titolo al team basco primo a coppie battendo il Messico e nell’individuale sull’Olanda. Nella chaza infine, lo sport autoctono colombiano, vale la regola di tutti i Mondiali dove come sempre domina la squadra di casa.

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Un commento

  1. Ben conscio della assoluta refrattarietà delle dirigenze (al plurale, sia di federazione che di società) alla razionalità e alla realtà, affondo comunque, come mio costume, il dito nelle piaghe (al plurale).

    I mondiali, cosidetti sferistici o Cijb, in Colombia hanno dimostrato per l’ennesima volta che la pallapugno non ha nulla da condividere con queste discipline, anzi ne viene non solo umiliata ma perfino beffata e resa ridicola, con i nostri giocatori di ambo i sessi assolutamente incolpevoli, anzi coraggiosi nelle difficoltà tecniche insormontabili.
    Così come non ha più niente da condividere con il CONI, anzi la salvezza secondo me sta nell’allontanarsene, soltanto il pallone leggero (sempre erroneamente appellato pallapugno leggera) può restare in quell’ambito avvelenato dalla politica e dagli interessi.

    Cordiali saluti

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